Dario Betti – Il ghiaccio a due minuti da casa

Da oggi e quando capita, ma abbastanza spesso, vi racconterò su SportivamenteMag un po’ di me, dell’esperienza che sto vivendo avendo deciso di cambiare sport. Vi parlerò di me sul ghiaccio. Per questo chiedo a chi mi ha seguito nella mia vita precedente, quella a rotelle, di non dispiacersi se non farò confronti. Ho voltato pagina, dopo aver salutato con educazione un ambiente che mi ha dato molto. Vita nuova, insomma.

Comincio dal mio compleanno, dai grandi auguri di giovedì scorso per i miei 22 anni. Mi ha colpito non la quantità di auguri, ma gli incitamenti che li accompagnavano. Su Facebook ho letto frasi come “spacca il ghiaccio, Dario” oppure “mi raccomando, fatti valere”, e ancora “fai tu, tanto farai benissimo”. Nel ringraziare tutti, lo faccio ora, mi viene in mente che il tifo, quello senza fanatismi, somiglia molto all’amicizia, che dà senza chiedere nulla in cambio. È bellissimo.

Ora vado in presa diretta, comincio da Milano, dalla città che mi ospita da pochi mesi, nella quale sono arrivato pieno di curiosità dopo l’esperienza romana. Non ho molto tempo libero ma mi capita, aldilà delle uscite con gli amici, di camminare da solo per la città. Vado in centro con la metropolitana o con i mezzi pubblici – qui funzionano alla grande, ti sposti con facilità, arrivi ovunque – e poi passeggio guardandomi intorno.

Milano va vista guardando spesso in alto perché ci sono terrazze meravigliose, palazzi da ammirare. E poi i cortili interni del centro, fantastici, con giardini che tolgono il fiato. Roma è turisticamente meravigliosa, ineguagliabile, ma Milano ha il fascino del luogo da esplorare a piedi.

Ho l’auto di mamma con me ma la uso solo per andare ad Assago, al Forum, dove quattro giorni la settimana, di pomeriggio, ho l’impegno della preparazione atletica e del balletto.

Milano è casa due volte, l’appartamento dove vivo e l’Agorà, il palazzo del ghiaccio dove mi alleno. Dista da casa due minuti a piedi. Lo frequento dal lunedì al venerdì, per tre giorni ci vado alle 7, gli altri due alle 8. Alzarmi presto non mi pesa, sono subito pronto, anche perché di cose da fare ne ho tante sul ghiaccio. Non da solo, naturalmente.

Bisogna che vi dica chi si spende per me e con me: per prima l’Agorà, che mi dà ghiaccio e supporto; poi c’è Lucia che mi allena, santa donna; Barbara artista delle coreografie, Mirko per la preparazione atletica e Corrado che mi aiuta per il balletto. Antonio per la comunicazione, e Filippo per i vari consigli. Da lunedì scorso c’è anche Matteo, lo psicologo per la preparazione a livello mentale. I cognomi? Un’altra volta, non stavo facendo l’appello, li stavo ringraziando.

Alla prossima, ciao a tutti

Dario Betti

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