1940 Coppi fa il vuoto sull’Appennino

Valetti fu inferiore all’attesa e Bartali fu sfortunato nella tappa di Genova, dove rimase attardato. Ma nella tappa di Modena con i passi dell’Appennino tosco-emiliano un giovane appena ventenne, Fausto Coppi, compì un’impresa che colpì tutti, anche il suo capitano Bartali, al quale non restò altro da fare che coprirlo e difenderlo sulle salite finali.

Nel 1940 comparvero nel percorso del Giro i grandi passi dolomitici e Falzarego, Pordoi e Sella diedero il via a un’epopea che dura anche ai nostri giorni. I premi furono aumentati e ai titolari giornalieri delle maglie di leader furono assegnate 500 lire per la rosa e 100 lire per la bianca. Un complicato sistema che teneva conto dei chilometri percorsi in fuga, dell’eventuale vittoria per distacco e della posizione in classifica finale, ripartiva le 345.000 lire messe in palio.

In 35 città funzionarono giornalmente le ricevitorie per il totalizzatore. Purtroppo, terminato il Giro con l’inaspettato trionfo di Coppi, il giorno successivo ebbe inizio la tragedia della seconda guerra mondiale.

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