Cenerentola gioca ancora a pallone

Un libro incentrato sulla passione, 32 storie di giocatrici che vestono la maglia della Nazionale nello sport più decantanto al mondo, ma sul versante sbagliato, quello femminile.

Il calcio è donna”, recita il titolo del volume voluto dall’Associazione Italiana Calciatori, che sarà distribuito in tutte le occasioni che contano, a Coverciano e a scendere, nei vari consessi e corsi allestiti dalla Federcalcio.

Il calcio è donna, ma si fatica a crederlo visto che non gode di pari opportunità rispetto a quello degli uomini e sembra non avere diritti. In primis alla notorietà perché il calcio femminile, anche al massimo livello, è perennemente sotto traccia, vocato all’oblio.

Mai nato, agli occhi di molti che gli attribuiscono un peccato originale che non finirà mai di scontare: le donne non possono giocare a calcio perché mancano di vigoria fisica, non è per loro.

Sembra di ascoltare, in sottofondo, un vecchio adagio mai tramontato: “il calcio non è sport per signorine”.

In realtà ancora oggi i media non lo raccontano, le giocatrici – pur calcando campi in erba, vera o sintetica – hanno la sensazione di vivere in un mondo virtuale.

Il nostro è il calcio che non conta”, dice con amarezza una di loro, in cui i riflettori non si accendono mai, se non per situazioni pruriginose del tutto inventate o curiosità inutili. Basti pensare che nel 2013 i media fanno ancora riferimento a Carolina Morace, uscita dall’anonimato non tanto perché talento del pallone quanto perché, nel 1999, la ingaggiarono come allenatrice (allenatore?) di una squadra maschile, la Viterbese.

Damiano Tommasi che dell’AIC è presidente ha affidato a Pino Lazzaro la stesura di questi incontri-racconto, in cui le 32 protagoniste in azzurro segnalano con garbo un disagio: vorrebbero che si portasse rispetto alla loro passione. Quella, ai loro occhi, non può essere una colpa. Per il resto, lo si sa, i pregiudizi sono duri a morire. E Cenerentola è solo in apparenza una favola a lieto fine.

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“Il calcio è donna” è un’edizione fuori commercio, ma ci dicono che l’AIC lo fornirà a chi ne farà richiesta richiedendo il solo contributo delle spese di spedizione.

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