Allegri pronto per il barbecue

Caro direttore,
io già me lo immagino. Il Milan pareggia in casa con la Fiorentina, il Bologna, la Lazio, il Cagliari, scegli tu, e Berlusconi ricomincia ad attaccare Allegri:  ”Lo sapevo… non mi dà fretta… sbaglia le formazioni… non gioca come dico io… cribbio, volevo tre punte e una mezzapunta…”.

E mi immagino anche Galliani con la faccia più gialla delle sue orribili cravatte che guarda sconsolato il figlio che si porta sempre appresso in tribuna e pensa a come potrà difendere ancora una volta il buon Allegri.

Ma chi gliel’ha fatto fare a tutti quanti? Perché questa commedia di ruolo con il buono, il cattivo e l’incompreso? Non era meglio cenare, fare un brindisi e dirsi addio? Che bisogno c’era di questo compromesso? Come può il Milan affrontare una stagione con questo tormentone dell’allenatore che non piace al presidente ma all’amministratore delegato sì, con la figlia del presidente, Barbara, che non vede l’ora di fare le scarpe a Galliani e appena può dice che zio Fester non è il padrone del Milan ed è bene che si adegui alle decisioni che vengono dall’alto?

Io non so come la pensino i tifosi del Milan, ma personalmente non credo che il governo delle larghe intese nato durante la cena di Arcore possa avere una vita più serena di quell’altro con mister Letta e Alfano in panchina.

La cena di Arcore ci ha detto che ogni partita per Allegri sarà un esame e chi segue il calcio sa benissimo che questa è la condizione ideale per commettere errori. È scomodo stare in panchina con un paio di gufi appollaiati sullo schienale. Finché sono gufi nerazzurri passi, ma se hanno il viso del tuo presidente e di sua figlia è molto più complicato.

Coraggio Max, “allegria” come diceva Mike (che però era juventino).

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