Questione di passi (metodici)

Ne bastano mille al giorno per allontanare la depressione e persino contrastare l’Alzheimer, con aumento graduale dell’attività sino a raggiungere gli 8/10mila passi. Anche il ballo fa bene, a ogni età

Muoversi fa bene al fisico ma anche alla mente, in particolare contrasta – ora ci sono le prime certezze – anche l’Alzheimer. Lo hanno determinato i ricercatori dell’ateneo svedese di Orebro monitorando un gruppo di adolescenti un po’ depresse o con disturbi psicosomatici cui è stato “prescritto” un corso di danza per otto mesi, con cadenza bisettimanale.

Il confronto con il gruppo di controllo (che non ha svolto alcun corso di danza) ha evidenziato che le prime ragazze avevano avuto beneficio sia fisico sia nel tono dell’umore con un aumento significativo anche dell’autostima. E questo dato era persino duraturo, visto che i benefici persistevano a distanza di un anno dalle lezioni di danza. Va detto che la ricerca non includeva soltanto la danza, ma anche la musicoterapia, l’interazione di gruppo, tutti elementi che si possono definire antidepressivi.

La ricerca ha trovato una sponda anche in Italia dove da un anno e mezzo il professor Andrea Fagiolini, ordinario di psichiatria all’Università di Siena, ha approntato un protocollo di indagine sull’esercizio fisico per 160 pazienti in remissione da una fase di depressione. Essere tonici, in una condizione di benessere, oltre a prevenire la depressione può ò avere una certa efficacia anche in fase acuta, purché l’esercizio fisico non pregiudichi le energie del malato.

Fondamentale, come sempre, è il dosaggio del “farmaco chiamato movimento”: sono sufficienti, all’inizio della terapia, 30 minuti al giorno di camminata o di ginnastica dolce. “Fanno migliorare – lo sottolinea il professore – gli apparati immunitari ed endocrino e modulano le endorfine che alimentano il senso di benessere”.

Attenzione alla gradualità (come a dire all’allenamento): si comincia con 1.000 passi al giorno e poi si aumenta gradatamente sino a 8-10.000 passi, per un impegno di 45 minuti. Ulteriore indicazione – o precetto, se preferite – è meglio munirsi di un accompagnatore, che serve da rinforzo, oppure munirsi di un contapassi che aggiunge motivazione, in controllo del proprio impegno.

La camminata è l’attività più pratica e meno costosa, ma nulla vieta il nuoto, la ginnastica a corpo libero, qualsiasi sport aerobico. Il precetto inderogabile per contrastare la depressione con il movimento è che l’impegno si svolga tutti i giorni, per dare abitudine e in qualche modo necessità.

Il professor Fagiolini necessita ancora di un semestre per la conclusione del suo studio, i cui dati emergeranno intorno a Natale prossimo. “Siamo già confortati dai risultati della terapia con il movimento che si associa, naturalmente, a uno stile di vita sano che tiene conto dell’alimentazione e dei corretti ritmi di veglia e sonno, ma il meglio verrà dalle risposte psichiatriche in contrasto al Morbo di Alzheimer. Due studi condotti su moltissimi volontari tra i 40 e 60-65 anni hanno accertato che l’esercizio fisico almeno 2-3 volte alla settimana riduce del 50% l’incidenza della patologia di Alzheimer in chi vi è predisposto. Si riduce la formazione di placche di amiloide, che sono il tratto distintivo della malattia”.

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