L’ultimo rigorino della Provvidenza

Caro direttore,

con viva e vibrante soddisfazione, come direbbe Crozza-Napolitano, mi pregio di chiudere il campionato in archivio e buttar via la chiave. Finalmente è finito nel più stanco e scontato dei modi. L’ultima giornata non ha fatto che ufficializzare quanto già si sapeva: Juventus campione, Napoli a nove punti, Milan ai preliminari di Champions League, Fiorentina e Udinese in Europa League, Inter a trentatrè – trentatrè – punti dalla prima, superata anche dal Catania.

Tutto previsto e prevedibile, dunque. Tutto già scritto. E se per un momento si è potuto pensare a un piccolo colpo di scena – piccolo perché relativo alla conquista di un posto ai preliminari di Champions, niente di più – beh è arrivato puntuale il rigorino della Provvidenza a mettere a posto le cose.

Sto parlando di Siena-Milan. I rossoneri avevano l’obbligo di vincere per restare davanti alla Fiorentina, ma a sei minuti dalla fine erano sotto di un gol. Che fare? Palla in area a sperindio. Ed ecco lo spiovente. Sembra innocuo, anzi è innocuo, ma tale Felipe mentre guarda in aria seguendo la traiettoria del pallone si scontra con Balotelli che guarda anche lui per aria e arriva il rigorino.

C’era? Non c’era? È tutto l’anno che ricorrono queste domande. C’era perché a usufruirne era il Milan. Non ci sarebbe stato se fosse andato a favore del Siena, come dimostrato nel primo tempo quando Ambrosini ha abbracciato un attaccante in area e l’arbitro l’ha ritenuto un caloroso gesto di amicizia e affetto.

Dici che non dovrei fare lo spiritoso, perché il terzo posto è una cosa seria e sono in ballo milioni di euro per la partecipazione alla Champions? Hai ragione, direttore, ma è tutto l’anno che vedo e leggo di rigorini a senso unico. Non sempre sono stati influenti, ma hanno aiutato, eccome.

Comunque è andata. È stata la conclusione più logica del campionato più brutto degli ultimi anni. Adesso comunque basta. Pensiamo all’anno prossimo. Quando si ricomincerà, a fine agosto, da chi saranno occupate le panchine? I due sicuri di restare al loro posto, tra le grandi, sono Conte e Montella, ma su quella del Milan ci sarà ancora Allegri? A scaldare quella dell’Inter vedremo ancora Stramaccioni? E chi andrà a Napoli al posto di Mazzarri? Davvero Rafa Benitez come dicono alcuni incontrollabili boatos? Se sì, sarebbe curioso vedere il mister più serafico del mondo nella piazza più calda d’Italia. E la Roma, cosa farà la Roma? Si terrà stretto il buon Andreazzoli o andrà a cercarsi guai con altre scelte alla Zeman?

Gli interrogativi sono tanti, come sempre accade a fine campionato e non solo in Italia (vedi Ancelotti, Mourinho, Ferguson…). Ma io non ho le risposte né al momento le voglio conoscere. Mi godo questa settimana di fine scuola, faccio ancora una volta i complimenti alla Juventus di Antonio Conte e ti ringrazio per avermi sopportato tutto l’anno.

Leggi anche:

Aspettando un altro urlo
I biscotti non finiscono mai
Milanisti, la festa è finita
www.pdf24.org    Invia l'articolo in formato PDF   
Commenta: