A proposito di piste ciclabili (e altro)

Caro Sindaco,

mentre inizio a scrivere questa lettera mi sforzo di ricordare se quel giorno ti ho dato il mio voto oppure no. Sinceramente non lo rammento, ma comunque sei il mio Sindaco, quindi ti scrivo, tuffandomi per un po’ in quella fanciullesca emozione di quando scrivevo la mia letterina a Babbo Natale.

Ho uno strano sogno, che riguarda una multa.

Mi spiego. Nella mia vita, nella mia giornata, mi muovo tanto. Spesso giro a piedi, sfruttando i mezzi pubblici (ho anche l’abbonamento annuale) e il passo veloce.

Quindi sono un pedone.

A volte sono mio malgrado costretto a muovermi in macchina anche in città, complici orari particolari o la necessità di trasportare delle merci.

Quindi sono un automobilista.

Spesso, devo dire il più possibile, mi muovo in bicicletta, lasciando esterrefatti amici e conoscenti quando racconto dei miei continui spostamenti ciclistici nel traffico milanese.

Quindi sono un ciclista.

E il mio sogno riguarda proprio questa parte della mia mobilità. Apprezzo molto la presenza di un discreto numero di chilometri di piste ciclabili lungo le strade che percorro ogni giorno, peccato che il concetto di pista ciclabile sia per molti incomprensibile.

Con i pedoni che camminano nella corsia riservata alle biciclette basta puntarli o lanciargli un fischio, e quasi sicuramente si spostano, anche se prima o poi secondo me qualcuno si fa prendere dal panico e si blocca in mezzo alla alla pista come la moglie di Lot. Vedremo le conseguenze.

Precisazione: parlo delle piste ciclabili dedicate alle sole bici, quelle rosse in cui è disegnata la bicicletta, quelle dove a pochi centimetri è disponibile un bel marciapiedi largo circa due metri, non di quelle promiscue.

Ma con le macchine e i furgoni come si fa?

Mi autorizzi tu a rigare la fiancata o a bucare le gomme di quelli che parcheggiano sulla mia pista ciclabile? Posso fare uno scherzetto all’addetto delle pulizie stradali che con il suo Ape blocca la pista e si mette a scopare tranquillamente per terra?

Ecco il mio sogno sarebbe proprio di vedere una volta, anche una sola, giuro, un vigile scendere da una di quelle bellissime e grandissime moto bianche e verdi e dare una multa ad uno di questi simpatici automobilisti! Dai voglio esagerare: se fosse un Poliziotto o un Carabiniere sarebbe ancora più emozionante!

Anche perché il codice della strada dice che quando è presente una pista ciclabile il ciclista è obbligato a usarla, ed è passibile di multa se viene sorpreso a pedalare fuori dalla stessa.

Come quel mio amico che sul Viale Zara è stato preso dentro da una macchina e oltre a rompersi la clavicola ha dovuto rimborsare lo specchietto rotto all’automobilista, anche se la pista ciclabile somigliava più ad un campo di battaglia, pieno di vetri rotti, sassi e pattumiera. Ma è giusto. Io sono per la legge e la legge parla chiaro!

Poi ci sarebbe anche il mio amico che si è rotto il bacino ed alcune costole dopo esser stato “toccato” da un furgone, e il vigile che ha preso la sua versione dell’incidente gli ha detto che “era stato fortunato” e che “a Milano girare in bicicletta è una cosa da Supereroi”…Ma questa è un altra storia.

Dove mando la lettera?

Polo Nord, a che numero?

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