In una sola parola – ProtagonistiVitali

Spazio settimanale dedicato a chi si è distinto nello sport, nel bene e nel male, avendo a cuore i suoi presupposti e i suoi valori

Ci sono storie che ci  permettono di capire quanto lo sport fa bene.

La protagonista è Charlotte Brown che, riconosciuta legalmente “non vedente”, salta con l’asta ed è stata l’eroina dei campionati delle high school del Texas disputati sabato ad Austin. Charlotte nella finale, dove è approdata con un personale di 3.51, ha superato tre misure, ma si è arenata a 3.36 classificandosi alla fine ottava. Quando ha infilato la sua asta nel fodero ed ha lasciato il campo, le centinaia di spettatori presenti si sono alzati in piedi per tributarle una standing ovation.  Ha dichiarato “sono davvero contenta perché oltre un centinaio di ragazzi non ha potuto essere qui, quindi io sono una privilegiata. Non ho saltato al massimo, ma sono sempre nelle prime nove astiste dello Stato e questa è una buona motivazione per tornare e cercare di vincere”. È lo sport che riesce a sostenere la crescita, anche quella dei meno fortunati, lo sport che nonostante tutto di permette di dire, in una sola parola:”TornoPerVincere.”

La vita di un ragazzino condizionata da un tumore, un’amputazione della gamba che lo allontana dalla propria passione. Quando meno te lo aspetti lo sport, in particolare il calcio, fa tornare il sorriso. Martin Hofbauer è un ventenne austriaco, si fa ritrarre con la sua protesi tra le mani, contento, perché la Fifa, la Federazione internazionale che regola il calcio, gli ha dato l’autorizzazione a giocare in una competizione ufficiale con la protesi. Non entro nei dettagli, so solo che molte volte il Dio Denaro non ci permettere di ricordare i veri valori dello sport, ed è triste che dobbiamo scovare storie come quella di Martin per farci tornare la memoria. In una sola parola:”ApriteGliOcchi”

La scorsa settimana è stata fondamentale per gli appassionati di volley. In campo femminile il Piacenza si è aggiudicato lo scudetto per la prima volta nella sua storia, non accontentandosi della Coppa Italia vinta. Da sottolineare l’arrivo del c.t. Gianni Caprara a metà stagione, che ha portato linfa vitale ad una squadra di campionesse.  La sponda maschile piacentina non è riuscita invece ad aggiudicarsi la finale e cosi Trento è diventato campione d’Italia, terzo trofeo di una stagione da incorniciare. In questo caso vorrei sottolineare oltre alla forza martellante di questa squadra che è riuscita in lungo e in largo in questo anno di volley, la storia di Jack Santini, che ha preso il posto del palleggiatore titolare, ha giocato la finale dopo aver combattuto una lotta più dura, un cancro che avrebbe potuto toglierli non la possibilità di giocare ma la sua stessa vita. In una sola parola “PersonalitàFortiStorieDiCampioni”

Il rovescio della medaglia dopo le storie vincenti, spetta a Hector Barbera, pilota spagnolo di MotoGp arrestato per presunti abusi ai danni della fidanzata. Adesso rischia il carcere, con la speranza che se ha veramente sbagliato gli venga data la punizione che gli spetta. Perché ancor prima di un discorso di sessi, il rispetto verso i propri simili dovrebbe essere la base di ogni essere umano, ancor di più di uno sportivo. In una sola parola:”SportIntossicato”

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