Quando un minuto è davvero poco

Non ci hanno convinto le commemorazioni che lo sport ha riservato a Giulio Andreotti. Meritava di essere silenziato per più tempo

Un solo minuto di silenzio, in tutti gli eventi sportivi italiani per una settimana, sembra un po’ poco per ricordare la figura di Giulio Andreotti. Il provvedimento, o meglio la decisione insindacabile, l’ha presa il CONI per rendere omaggio a un politico sicuramente lungimirante oltre che longevo.

Da ricordare le motivazioni che hanno portato l’organo nazionale dello sport a sancire l’importante riconoscimento: per il “sostegno alla creazione del Totocalcio”, per essersi battuto per la “libertà dello sport rispetto alla politica”, per esser stato “promotore delle Olimpiadi di Roma nel 1960”.

A memoria non si ricorda un omaggio del genere, nemmeno per gli ex presidenti della Repubblica, carica che Andreotti non ha peraltro ricoperto.

Crediamo di poter interpretare le motivazioni del CONI che vanno ben oltre i meriti sportivi, anche se non potevano essere sbandierate all’opinione pubblica. Ecco una serie di esempi andreottiani da tenere a memoria per le generazioni di sportivi, attuali e a venire:

Giorgio Ambrosoli: nella sua ricerca della verità sulla commistione tra Banco Ambrosiano e IOR si è andato a cercare la fine “eroica” (così per far parlare di sé).

Caso Calvi: sempre coinvolto nel caso del crack del banco Ambrosiano, a volte la Chiesa perdona anche gli uomini che decidono di togliersi la vita (non sarebbe stato meglio saperlo prima?).

Caso Sindona: aveva più volte raccomandato che la caffeina può uccidere. Inascoltato.

P2: allegra combriccola di industriali, generali, politici, servizi segreti al servizio dell’editoria per aumentare la vendita delle copie di giornali e riviste. Andreotti li conosceva tutti.

Generale De Lorenzo : vedi sopra.

Generale Dalla Chiesa ed Emanuela Setti Carraro : con una A112 bianca girare dopo cena a Palermo diventa pericoloso.

Fratelli Lima: “fino a che non ci sarà una sentenza – ha dichiarato Andreotti, da vero garantista – nessuno potrà affermare che i Lima sono legati alla mafia e io mi riconosco loro amico”. Qualche giorno dopo la sentenza i due fratelli vengono ammazzati. Volevano forse dirci qualcosa?

Falcone e Borsellino: hanno sempre ricevuto dal politico democristiano un grande sostegno per le indagini contro la mafia e leggi appropriate studiate per aiutarli nella lotta contro la criminalità organizzata. Non possiamo dimenticare che al loro funerale una calorosa folla accoglie i politici come vera speranza per il futuro.

Ci sarebbe molto altro, Moro, la Guardia di Finanza, Mattarella, scandalo petroli ecc..ecc.. Per questo mi chiedo se un solo minuto sia sufficiente? Parliamo di tanta, troppa grazia.

Alcune reazioni riprovevoli le abbiamo annotate: negli stadi addirittura fischi e imprecazioni, il buon Luigi (un nostro amico) che gioca un torneo cittadino costretto a partecipare al lutto. Alcuni carabinieri (forse appartenenti al nucleo che sconfisse le Brigate rosse) in servizio allo Stadio olimpico sono stati ascoltati fischiettare “Felicità” ( Romina-Albano) durante il minuto di silenzio. Al momento non sappiamo se verrano presi forti provvedimenti punitivi nei loro confronti, sicuramente andrebbero allontanati dalle manifestazioni sportive, il CONI ne prenda atto.

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