I rigorini, mai a parti invertite

Caro direttore,

il campionato meno emozionante degli ultimi anni è finalmente finito e, visto che è stato di una noia mortale per manifesta superiorità della Juventus, permettimi almeno di mettere un po’ di veleno nella coda, come dicevano i latini (in cauda venenum).

Ce lo metto per dire che contro il Palermo di sicuro la Juventus avrebbe vinto lo stesso e l’avrebbe pure meritato, che anche contro il Pescara due settimane fa la Juventus avrebbe vinto lo stesso e l’avrebbe ampiamente meritato, ma questa storia che nelle partite più delicate la Juventus trovi sempre un rigorino, e sottolineo rigorino, a suo favore non è che faccia tanto bene al campionato.

È una sensazione fastidiosa, urticante, arrivo a dire addirittura controproducente. Io la partita di ieri non l’ho vista, ero in compagnia di amici, ma quando, dopo il primo tempo, abbiamo sentito che il risultato era ancora di zero a zero, è stato quasi un coro: “Tranquilli, arriverà un rigore…” hanno detto tutti in coro. Ed è arrivato.

Ora, direttore, devi sapere che questi miei amici sono di tutte le fedi sportive, ovvero milanisti, interisti, napoletani, ce n’è persino uno che tifa solo Avellino. Com’è che tutti hanno pensato la stessa cosa?

Sì, lo so, mentre leggi queste cose stai incominciando a preoccuparti, pensi a chissà quanti amici di SportivamenteMag si infurieranno, quanti se la prenderanno con me e magari un po’ anche con te, ma ti assicuro che la mia non è una polemica anti-juventina.

Anche i tuoi lettori juventini come Simo Cedrata, per esempio, sanno benissimo che a parti invertite quel rigore al Palermo non l’avrebbero mai concesso tale era lieve la spintarella rifilata a Vucinic, ma non per questo voglio gettare ombra sullo scudetto bianconero che più meritato di così non si può.

Sugli arbitri e sul sistema però sì. L’ombra la getto su di loro perché non fa bene al calcio, già inguaiato com’è, vedere che non c’è verso di metter fine a quella fastidiosa pratica nota come “sudditanza psicologica” nei confronti delle grandi.

Una “sudditanza” fastidiosa di cui l’Inter non gode più. Perché? Per il semplice fatto che non è più considerata una grande. La squadra di Moratti ormai perde contro chiunque. A Parma, Palermo, Cesena, Poggibonsi, Canicattì, ovunque.

Ieri sera ha perso a Napoli riuscendo a compiere un autentico capolavoro tattico. Chi è l’uomo più pericoloso del Napoli? Si è chiesto Stramaccioni. Cavani? Sì? Allora imposto la difesa con tre difensori centrali, Ranocchia, Chivu e Juan Jesus, e Cavani di lì non passa.

Risultato: tre gol di Cavani e addio alle coppe europee. Alla fine tuttavia Stramaccioni si è detto soddisfatto, non si sa di che cosa. I tifosi interisti invece prima si sono strappati i capelli e poi, quando hanno visto che cosa li aspetta mercoledì sera, anche tutti gli altri peli del corpo. Perché mercoledì sera l’Inter incontrerà Klose che ne ha fatti cinque al Bologna. Che cosa si inventerà Stramaccioni per fargliene fare dieci?

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