Il Giro visto da qui (e poi muori)

Nella roboante città campana al cospetto di due ali di folla, anzi due alianti di folla, ha preso il via la nuova edizione del Giro d’Italia. Numeri impressionanti accompagnano questa nuova edizione: un quinto della popolazione italiana, circa dodici milioni ma anche tredici, è pronta a seguire il grande appuntamento ciclistico con ogni mezzo, tv, radio, sulla strada, negli incroci, bloccati dal percorso e dai ponti autostradali. Questa è la dimensione di un evento seguito (mai come quest’anno) anche all’estero, trecento televisioni e circa mille giornalisti pronti a raccontarvi ogni dettaglio della corsa .
Al seguito, spicca la tv della Groenlandia dove la passione per il Giro è nata di recente (con lo scioglimento dei ghiacci) e i numerosi abitanti sono pronti a seguire le gesta augurandosi di veder presto partire il Circo rosa dalle loro terre-di ghiaccio. L’organizzazione, consapevole delle difficoltà tecniche, ha per ora declinato l’offerta, considerando che nel 2015 (anticipazione esclusiva) si partirà dalla capitale della Corea del Nord (Pyongyang) come gesto di pacificazione tra capitalismo e comunismo (le larghe intese).

Qualche ostacolo per questa esplosiva partenza viene dalla CIA che sta analizzando i problemi correlati, ma lo svolgersi delle Gran fondo (la schiena non c’entra) nelle terre statunitensi appianerà gli ostacoli. L’organizzazione non esclude un interessamento diretto del presidente Obama ma anche di Clinton e, perché no? di Kissinger.

Certo la notorietà dei corridori in questa edizione è stellare: 23 squadre per 207 partenti, i cui nomi vengono urlati lungo tutta la penisola. Per i corridori con il cognome più lungo è dovuta intervenire la Federciclo per impedire che si imprimesse sull’asfalto il sostegno affettuoso ai corridori . Si è calcolato che avrebbe provocato danni erariali notevoli. Immaginate, tre, facciamo, quattro milioni, di persone con bomboletta spray in mano a scrivere W Sgarbozza (non corre più) sulle salite o le rampe attraversate dal percorso .

Notevole lo sforzo organizzativo e le novità raccontate nelle 15 presentazioni del Giro predisposte come conferenze stampa quest’anno . Riassumiamo per chi si fosse perso qualcosa:

Passaggio nelle principali città del paese.
Arrivo tradizionale nella città del ciclismo.
Raddrizzate 55 rotonde per accontentare i velocisti.
Aumentate del 3% tutte le pendenze delle salite, per soddisfare gli scalatori.
Per i passisti garantita la presenza di trecento spettatori per lato stradale al passaggio, al passo.

Sono numeri impressionanti, in tutte le presentazioni gli applausi sono arrivati spontanei e sentiti.

Solo qualche delusione per i bimbi appassionati del giro (un milione circa) per la sparizione del Ghiro, insuperata mascotte del Giro, non rintracciabile al momento. Voci maligne fanno notare che potrebbe nascondersi una operazione commerciale con i produttori di giocattoli, che già allargano le tasche pensando ai futuri incassi.
I tenaci uomini del marketing, hanno già copiato (tradizione ripetuta) un progetto di una agenzia per visitare il Ghiro dormiente in una grotta al passaggio della corsa in Appennino, bimbi previsti circa 100.000 mila.

Non sono mancate le dichiarazioni sul doping, contro il doping, per il doping.
Introducendo le tabelle dei percorsi si evidenzia che i corridori potranno andare anche a passo d’uomo oppure sopra i 70 km orari, escludendo i centri urbani.

Dichiarazione forte degli organizzatori – “saremo inflessibili con chi sbaglia” – (già sentita) e, soprattutto, “garantiremo che il vincitore rimarrà in carica” almeno fino al 2016, dopo che avremo ritrovato la pozione di Asterix ed effettuato i doverosi controlli. La Carrà presente all’incontro ha cantato, subito dopo questa dichiarazione, -”che musica maestro”.

Commozione alla dodicesima conferenza stampa del giro dove si è voluto fortemente ricordare la figura di Pantani, istituendo cima Pantani 2. Geniale iniziativa che segnala la salita più corta del Giro (uno scollinamento nelle Marche) così motivato dai dirigenti della corsa rosa: “Come società abbiamo contribuito alla gloria di Pantani sulle salite, altrettanto abbiamo il dovere di ricordare le discese ardite* che hanno portato il romagnolo nella cronaca mondiale”.

Concludiamo con l’ultima iniziativa in campo pubblicitario dove si è istituito per i soli sponsor di prima fascia il premio “Scappellamento Antani”, sottotitolo “senza sapere cosa c’è dietro”. Anche in questo caso il dietro non rappresenta una parte anatomica umana. Alle numerose domande sul metodo di assegnazione e sul significato del sottotitolo, un dignitoso silenzio e riservatezza hanno fatto da corollario alla chiusura della 15.a conferenza stampa sul giro.

Ora godiamoci , lo spettacolo

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*citazione da Battisti.

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