L’altra faccia del ciclismo dei piccoli

Approfittando della partenza del Giro da Napoli siamo andati a verificare la realtà di Poggiomarino, a sud est del Vesuvio, dov’è difficile mettere in sella i ragazzini per colpa dei familiari cicloamatori che non li vogliono tra i ... pedali

Napoli è mille colori. Lo dice uno dei suoi figli più ispirati e lo dimostra la partenza del Giro d’Italia numero 96 avvenuta sabato, a cinquant’anni esatti da quella della 46.a edizione, con la Napoli–Potenza vinta da Vittorio Adorni. Dall’altra parte del Vesuvio però, il ciclismo ha un po’ meno colori, un po’ meno soldi, ma tanta passione vera. Come a Poggiomarino, poco più di ventimila anime sulle falde sud est del vulcano.

“Con la A.S.D. Ciclistica Poggiomarino organizziamo corse per le categorie giovanili da trent’anni” dice il presidente Umberto Coda, dapprima sorpreso per l’invito a parlare del suo ciclismo, poi ben deciso a perorare la causa: “facciamo gare per giovani ciclisti dai sette anni in poi, tutte le categorie giovanissimi, poi esordienti, allievi e juniores. L’ultima è stata la sesta edizione del Memorial Vincenzo d’Avino, prova valida per il Campionato Regionale Campano categoria  Allievi”.

 

La gara è stata organizzata con il contributo di privati, commercianti soprattutto, “purtroppo insufficienti a coprire il costo totale, siamo sotto di circa 500 euro” dice il vicepresidente Antonio Apuzzo. E così emerge che “il Comune nemmeno lo devi nominare quando parli di aiuti, ed è un peccato perché avremmo davvero bisogno di una mano; ma a quattro giorni dall’evento i Vigili Urbani hanno cambiato il percorso, a tre giorni il Comune non  aveva ancora rilasciato i permessi, e noi che avevamo già stampato i volantini, mandato gli inviti, preparato tutto insomma”.

 

Questioni burocratiche e amministrative da affrontare come fossero lo Stelvio. Parliamo della corsa. “Sedici giri di circuito cittadino per 52 Km. Sono arrivati atleti anche dalla Puglia (tra cui Simone Alessio, ACD Terradipuglia, che ha vinto in perfetta solitudine; ndr) e dalla Basilicata; addirittura uno da Reggio Calabria, per un totale di sessantaquattro iscritti e una cinquantina di partenti”.

 

Chiediamo se è difficile mettere i ragazzini in sella a una bici in Campania. “Il problema sono gli adulti, i cicloamatori: ce ne sono tanti ma quando diciamo di portare anche i figli alle gite in bicicletta dicono di no, perché altrimenti non si divertono. O noi o loro dicono, e così i figli restano a casa”.

 

Ma i modi si trovano comunque; “un ragazzino va incuriosito, stimolato. Bisogna invitarlo alla corse e dargli la possibilità di provare. I figli dei ciclisti, nonostante tutto, sono coloro che si avvicinano per primi perché l’esempio dei genitori è importante. Noi facciamo anche altro: portiamo il ciclismo nelle scuole attraverso il progetto Pinocchio in bicicletta della F.C.I. E’ un progetto interessante che coinvolge i ragazzi delle scuole elementari e medie avvicinandoli al ciclismo. È il terzo anno che partecipiamo e a metà maggio porteremo una classe a Montecatini”.

 

Ecco, questa è una gran bella cosa. Magari diventeranno ciclisti, di sicuro si divertiranno. E così Poggiomarino avrà i colori più vivaci, quelli dei ragazzini soddisfatti.

 

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