17.58 – Il podio del cuore

Oggi ricorre una giornata tragica che noi di Sportivamente Mag abbiamo deciso di leggere in chiave sportiva, ventuno anni dopo. In redazione abbiamo stilato una graduatoria, una classifica delle persone più rispettabili del nostro Paese. È nato un podio che include, per ogni gradino, un buon numero di persone classificate ex-aequo. Come a dire che a noi le parità non dispiacciono, anche se lo sport normalmente le evita.

Sul terzo gradino, ideali medaglie di bronzo, poniamo gli uomini e le donne che ogni giorno si battono rifiutando codici e metodi mafiosi. In particolare tutti i palermitani che in questi anni si sono spesi per cambiare la città, tenendo vivo il ricordo delle vittime, plaudendo ai successi dello Stato.

La nostra ideale medaglia d’argento, secondo gradino del podio, la assegniamo ai servitori dello Stato: magistrati, carabinieri, finanzieri, poliziotti che quotidianamente onorano il loro ruolo di baluardo alla criminalità e alle mafie. Un piccolo riconoscimento per i successi mai disgiunti da sofferenze e sacrifici cui si sottopongono in silenzio. Conferiamo loro la medaglia in nome e per conto dei cittadini riconoscenti.

La medaglia d’oro più simbolica va alle famiglie Di Cillo, Falcone, Montinaro, Morvillo, Schifani, private vent’anni fa dei loro affetti più cari. Tutti nuclei ai quali va il nostro abbraccio e la gratitudine per il decoro e la dignità che permea ogni loro atto.

Il nostro podio ha un gradino supplementare, molto alto, sul quale poniamo Antonio Montinaro, Vito Schifani, Rocco Di Cillo, Giovanni Falcone e Francesca Morvillo. Qualcuno li definisce morti invano, ma noi ci opponiamo a questa desertificazione delle coscienze. Il loro esempio continua a infondere la speranza che questo Paese possa dare uomini puri che inseguono i loro obiettivi senza timori.

Se non ci credete, se pensate che il nostro sia un esercizio retorico, date un’occhiata a una foto di Giovanni Falcone. Il suo sorriso rassicura.

Non vogliamo dimenticare, in questa graduatoria, gli indegni. Tutti passibili di lunghe squalifiche (in carcere, se possibile). Intendiamo chi, rappresentando lo Stato o i cittadini che votano, è sceso a compromessi con le mafie o la criminalità organizzata. Per denaro, il più delle volte.

Omminicchi li chiamava Leonardo Sciascia, gente che di onorevole non ha nulla.

Ultimi in graduatoria, in bella evidenza, i cosiddetti uomini d’onore, i mafiosi. Che vanno tutti radiati. Gente che lusinga e intimorisce, che riduce in schiavi i deboli e gli affamati, che lusinga e condiziona i potenti. In attesa di vederli associati alle case circondariali ci consoliamo all’idea che non possano girare indisturbati. E ricordiamo loro che li braccheremo sempre, anche noi che non indossiamo una divisa.

Simone Chiodo e tutta la redazione di Sportivamente Mag

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