Il professionismo nel bridge

Chi crede che il bridge sia un giochino scioccherello per vecchie signore o colonnelli con monocolo, ebbene sbaglia di grosso. Il bridge, riconosciuto e federato al CONI, è uno sport della mente. Il bridge, oggi, vede il professionismo affermarsi sempre più come una componente principale di questo mondo e mentre nel calcio noi importiamo i brasiliani, nel bridge noi esportiamo grandissimi campioni come Fulvio Fantoni e Claudio Nunes, con ingaggio principesco, cittadinanza e residenza nel Principato di Monaco, che ha ingaggiato anche la fortissima coppia nordica Helgemo-Helness.

E il Principato può così gareggiare, ad armi pari, a livelli internazionali con il Team Italiano, il più forte al mondo, con la corazzata americana, con gli Olandesi, neo campioni mondiali, con i Polacchi e con le altre potenze del bridge agonistico.

Gli sponsor italiani, parlo di Angelini, farmaceutici, e di Lavazza, caffè, hanno provveduto a blindare per tempo, con contratti sontuosi, i nostri fuoriclasse, Norberto Bocchi, che gioca con il giovane talento sudamericano, ora naturalizzato italiano, Agustin Madala, Giorgino Bocchi con Tony Sementa salvando il nostro patrimonio giocatori da esportazioni sgradite.

Fermo poi il fatto che i nostri, anche singolarmente, hanno facoltà di partecipare, quando ingaggiati, alle grandi coppe internazionali che si svolgono negli Usa dove il bridge trova spazi e sponsor da noi, almeno per ora, inimmaginabili. Ma ormai il bridge fa parte delle cultura americana, mentre in Italia mancano soprattutto i giovani, attratti nei week end da svaghi alternativi, divertenti certo, ma del tutto opinabili.

A proposito di manifestazioni internazionali, a Yokohama si è svolta nei giorni scorsi la YEH bros CUP 2013 che è stata vinta dalla squadra olandese che schierava Cornelius Van Prooijen, Aloysius Verhees, Bauke Muller e Simon DeWijs, praticamente due terzi della squadra Campione del Mondo in carica. Battuti in finale i nostri azzurri della squadra Lavazza, con Norberto Bocchi, Agustin Madala, Giorgino Duboin, Tony Sementa e Guido Ferraro, vincitori della scorsa edizione del prestigioso trofeo internazionale.

La squadra Italiana, arrivata in finale con facilità, ha affrontato quella olandese che, invece, aveva avuto un percorso molto contrastato e aveva acciuffato il diritto a battersi per la finale con notevole difficoltà. Ma i tulipani, campioni del Mondo in  carica, hanno poi conquistato, con una buona gara, una difficilissima e sudata vittoria.

La finale per il terzo posto ha visto la vittoria della Danimarca che reduce dal trionfo nella prestigiosa coppa Vanderbilt del marzo scorso, ha riproposto al tavolo verde la coppia Mista Sabine Auken-Welland e dalla coppia Denis Bilde-Morten Bilde ha battuto la squadra cinogiapponese di ChenYeh con Yu Shih, Chen Dawei, Kazuo Furuta, Yalang Zhang e Wang Ping.

Leggendo questo breve resoconto avrete compreso come, fuori dai confini italiani, il bridge ha una valenza pari se non superiore a quella che hanno gli scacchi in Russia: per darvi un’idea un testo di bridge negli Usa vende parecchia migliaia di copie, mentre da noi un testo, anche di successo, ha vendite numericamente con qualche zero in meno.

Ma forse è una questione di cultura e di mentalità e mi auguro, soprattutto per i nostri giovani, che con il bridge a scuola e il bridge in università, due progetti in fase di attuazione anche qui in Italia, ideati, gestiti e organizzati direttamente da Gianni Medugno, Presidente della Federbridge si possano avvicinare a questo stupendo sport della mente.

Per quanto ci riguarda anche noi stiamo diffondendo, a livello didattico, il bridge con corsi, gratuiti, sia presso i circoli, sia on line. C’è dunque il professionismo a livello agonistico e il professionismo a livello didattico. Io, come Maestro Federale, mi occupo di didattica, moltissimo, e di agonistica, poco per mancanza di tempo. E se qualche appassionato desiderasse inserirsi in questo ambiente e in questo circuito, soprattutto se giovani, sarà accolto con tanta professionalità e tanta passione. Basta farsi vivi.

Ma ora ritorniamo sul palcoscenico Nazionale per vedere cosa succede. Da giovedì o domenica scorsi si sono svolti a Salsomaggiore le finali dei campionati italiani a squadre. Girone di Eccellenza – la nostra serie A del calcio – e la serie A che è tale anche di fatto, escludendo i super big dell’Eccellenza.

Ha vinto lo scudetto open la squadra milanese della Canottieri Olona, con Saverio Vinci, Fabrizio Hugony, Fulvio Fantoni, Claudio Nunes, e Michel e Thomas Bessis. Uno scudetto che onora il bridge milanese grazie all’iniziativa di Saverio Vinci, la vera anima organizzatrice e capitano di un team fortissimo.

Nel campionato di Eccellenza femminile brillante vittoria della squadra genovese Martellini, con le sorelle Silvia e Chiara Martellini, Emanuela Fusari, Marina Causa, Sondra Giannino e Pinella Prato.

A tutti i principali interpreti di questa importante manifestazione le più vive felicitazioni: uno scudetto tricolore, Open o Lady che sia, è un grande titolo. E ora comincia la campagna acquisti per le squadre dell’anno prossimo.

Leggi anche:

MAGICA-MENTE (Quando il mago è uno sportivo)
Il telefono antidoto alla depressione
Il campo che cambia colore
www.pdf24.org    Invia l'articolo in formato PDF   
Commenta: