Pallavoliste sul tetto del mondo

Il 2014 vedrà il primo Mondiale femminile di volley organizzato in Italia in sei città (la più a sud è Bari, il resto è Roma e molto nord). Speriamo che il movimento pallavolistico nel frattempo si sia ripreso

Mentre il movimento si lecca le ferite, per la scomparsa di Crema e Modena e la sorte di chi si dibatte in mille difficoltà per rimanere a galla (questione che riguarda Urbino, Bologna, Giaveno e Chieri), l’unica notizia che conforta il mondo del volley femminile è la realtà, auguriamoci scacciacrisi, del Mondiale italiano che andrà in scena il prossimo anno.

Prendete nota delle date, giusto per non dimenticare l’impegno: dal 23 settembre al 9 ottobre 2014 avrete di che palpitare e la vicenda coinvolge il pubblico limitrofo a sei città dove l’evento sarà organizzato: parliamo di Bari, Milano, Modena, Roma, Trieste e Verona.

Al Mondiale parteciperanno 24 nazionali che daranno vita a 103 partite in tre fasi distinte. L’Italia in quanto nazione ospitante è l’unica squadra a essere già sicura del posto. Agli ordini di Marco Mencarelli, già ct della Juniores, giocherà i primi incontri a Roma, potrebbe poi andare a Bari per chiudere verosimilmente a Milano. Il traguardo è manifesto: il bis dell’edizione 2002 quando le azzurre vinsero il Mondiale giocato a Berlino.

Gli altri 23 posti se li contendono 141 nazioni in base a questa ripartizione per continenti. l’Europa ha 9 possibili qualificate alla fase finale, Nord e Centro America ne hanno 6, l’Asia 4, Africa e Sudamerica 2 ciascuna.

La formula non è semplicissima, è tesa a sfoltire con la dovuta calma il lotto delle partecipanti. Il cartellone mondiale prevede 4 gironi a 6 squadre che ne perdono per strada due di ogni poule. Le prime 4 danno vita a due gruppi da 8, che tengono conto anche degli eventuali scontri diretti della prima fase. Solo le prime tre dei due gironi si giocano la terza e ultima fase, quella in programma a Milano dove si giocheranno due gironcini da 3. Seguono le semifinali incrociate e le due finalissime, una valida per l’oro l’altra per il bronzo (se qualcosa non vi è chiaro rileggete il capoverso, può capitare di perdere il filo).

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