Lo “sport” trova un ruolo in ospedale

Presso l’Istituto dei Tumori di Milano il reparto di Oncologia Pediatrica è stato ripensato in rapporto alla palestra e agli spazi dedicati allo svago, in funzione soprattutto degli ospiti adolescenti

La permanenza di bambini e adolescenti nel reparto di Oncologia Pediatrica del milanese Istituto Nazionale dei Tumori ha trovato nuovi spazi mirati di accoglienza e di accudimento. Da pochi giorni è attiva, in spazi di oltre 90 metri quadri, una palestra dotata di cyclette, tapis-roulant e numerosi attrezzi per la ginnastica, con un personal trainer di comprovate competenze fisioterapiche a disposizione dei giovani ospiti.

Sono stati poi allestiti due spazi multifunzionali dedicati allo svago con tv, computer, collegamento a internet e postazioni per le attività connesse, inclusi i videogiochi. Le migliorie e gli adattamenti di spazi preesistenti sono stati possibili grazie al sostegno della Fondazione Bianca Garavaglia e con il supporto di Brothers Italia.

L’obiettivo è quello di migliorare la permanenza in ospedale dei ragazzi a cui viene diagnosticato un tumore. «Non poche strutture – racconta il dottor Andrea Ferrari, oncologo pediatra, responsabile del Progetto Giovani – si sono dotate di reparti adatti ai bambini, con giochi, clown e personale specifico. Altre strutture hanno pensato a iniziative per gli adulti, come i corsi di make up per le donne. Per i teenager non c’era niente di specifico, considerando le difficoltà oggettive di un adolescente cui la malattia si profila in un periodo già delicato e complesso, in centri di cura non organizzati per la sosta dei ragazzi. Un doppio disagio ».

Occorre infatti tenere nel debito conto un dato che non conforta: ogni anno circa mille giovani italiani fra i 15 e i 19 anni scoprono di avere un tumore. Per loro la probabilità di guarire, a parità di condizione clinica, è generalmente inferiore a quella dei bambini e pure a quella degli adulti.

Va poi aggiunta la difficoltà degli adolescenti di approdare al Centro di cura che fa al caso loro. Solo una minoranza dei ragazzi è trattata nei reparti giusti, quelli pediatrici, dove generalmente ci sono limiti di età per il ricovero: si va dai 15 ai 18 anni a seconda dei Centri. In pratica i giovani pazienti restano sospesi a metà tra l’oncologia pediatrica e quella dell’adulto, senza che vi sia una particolare attenzione nei loro confronti.

L’Istituto dei Tumori di Milano è l’unico centro di oncologia pediatrica in Italia dove non esistono rigidi limiti di età: i pazienti con tumore pediatrico possono essere ricoverati fino a 21 anni e oltre.

«Un aspetto molto importante – segnala Maura Massimino, direttore di Pediatra Oncologica dell’Istituto dei Tumori -. è costituito dagli ambienti in cui i ragazzi vengono curati e dalla possibilità di continuare a svolgere, almeno in parte, le attività anche durante le terapie: dallo studio allo sport, all’opportunità di giocare e socializzare con i loro coetanei».

L’obiettivo è creare un nuovo modello di organizzazione medica e di cultura specifica sui teenagers, con la sfida di occuparsi non solo della malattia, ma anche delle condizioni di vita dei ragazzi, in termini di normalità.

di Gianni Poli

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