Partita a quattro in CdM donne

Marianne Vos fa la voce grossa, vince di frequente ma le tre rivali – la nostra Longo Borghini, Van Dijk e Johansson – la insidiano molto da vicino, pronte ad approfittare di un suo minimo cedimento

Quattro donne spiccano nel mazzo di carte del ciclismo femminile: sono l’olandese Marianne Vos, l’altra orange Ellen Van Dijk, la nostra Elisa Longo Borghini e la svedese Emma Johansson. Hanno monopolizzato gli arrivi delle quattro prove fin qui disputate. Tre gare su quattro, in verità, se le è aggiudicate la Vos, una la Longo Borghini, ma i loro quattro nomi ricorrono costantemente, questione di soli piazzamenti nell’ordine o in disordine.

Non a caso fa notizia il sesto posto di Marianne Vos a Cittiglio, in una giornata infame che ha visto la Longo Borghini dominare nel freddo e nell’aquivento. Ricordiamo la Vos quel giorno staccata e fradicia, sporca e sfatta. Di fatto resa umana. Quel giorno la fuoriclasse olandese aveva i denti spuntati, non le riuscì di azzannare la corsa e divorarla. Per una volta la subì.

Ma la Vos puà stupire solo una volta in negativo: aveva mostrato già di che pasta è fatta la detentrice della Coppa del Mondo, vincendo l’Afxentia Sushine Cup di mountain bike a Cipro e facendo sue la Drentse 8, poi il Fiandre e la Freccia Vallone. quest’ultima per la quinta volta.

Una bella conferma viene comunque da Elisa Longo Borghini, che sta acquisendo una dimensione internazionale: ha le radici nel Verbano e le ali per volare in Europa e nel mondo. Mentalità nuova, padronanza dell’inglese e grande umiltà le fanno pronunciare una frase che la dice lunga: “I mean to thank my team and my teamates”. Poche sentite parole rivolte alle compagne che lavorano per lei, a testimonianza che Elisa si sente a casa nel suo nuovo team norvegese, la Hitec Products, ma anche in Belgio e in Olanda è perfettamente nella sua pelle.

Per le altre due, si è detto, solo piazzamenti. Ellen Van Dijk ed Emma Johannson hanno collezionato arrabbiature ma non poteva essere altrimenti. La Van Dijk sembra abbonata ai secondi posti – Ronde Van Drenthe e Fiandre – ma cova il colpaccio, se la Vos si distrae un po’. La svedese della Orica Ais alla soglia dei trent’anni ha vinto solo in debutto di stagione, alla Cholet Pays de Loyre Dames, poi si è dovuta accontentare di briciole. Ma è una dura a morire se la gioca sino all’ultimo. Per questo nessuna delle altre, Vos inclusa, può pensare che il più sia fatto. Ogni volta è una sfida allo stremo.

La stessa Vos nella Freccia ha esultato all’arrivo ma poi si è accasciata sul manubrio, felice e senza più energie. Se poi l’arrivo della prova femminile anticipa quello degli uomini, come è accaduto in Vallonia, anche le donne trovano finalmente trovano compenso alla loro fatica: tanta gente che si spella le mani anche per loro.

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