Vigorelli, un caro ricordo

Biciclette a mezzo servizio nel rinnovato impianto che da ieri si è dato un progetto polifunzionale. Entro il 2016 ospiterà rugby, football americano, hockey su prato e molto altro. Ci sarà una pista ciclistica di 250 metri (non fissa) che rimarrà spesso nei magazzini

Costerà comprarla, un po’ meno ricoverarla nei magazzini, dai quali uscirà di rado, per le difficoltà di impiego. Occorrono giorni per montare una pista ciclistica di 250 metri e collaudarne l’agibilità, un po’ meno per smontarla e riporla sino a nuovo ordine. Solo una Sei Giorni estiva ne potrà giustificare l’impiego.

Ma questo, per il Vigorelli – che continuerà a chiamarsi Velodromo, pur essendolo “a sprazzi” – è l’unico destino possibile, dato che per quindici anni l‘impianto è stato abbandonato al suo destino e soprattutto ha rappresentato un costo per il Comune di Milano, ben intenzionato a non avere impianti inutilizzati, che in breve diventano inutili.

La celebre Pista Magica, l’anello di 400 metri che ha visto interminabili surplace dei più grandi sprinter del mondo e appassionanti inseguimenti sui 5 km, sarà provvidenzialmente smantellata, se ne conserverà una porzione a futura memoria, come un pezzo del Muro di Berlino.

Nascerà anche un piccolo Museo, all’interno della rinnovata struttura, così come una foresteria per accogliere gli atleti in caso di tornei di più giorni. Tornei di rugby, football americano, hockey su prato, le discipline che autorizzano la definizione di “impianto polifunzionale”, come l’ha pensato lo studio di architetti e ingegneri capeggiati da Vittorio Grassi che si è aggiudicato il bando internazionale promosso dal Comune di Milano.

Un successo meritato, secondo noi, un po’ avvilito dalle affermazioni ufficiali seguite all’annuncio, ieri all’Urban Center in Galleria. Nessuno contesta la bontà del progetto vincitore, ma alcuni si sono interrogati sulle poco opportune sottolineature dell’assessora allo Sport Chiara Bisconti e della vicesindaco con delega all’Urbanistica Ada Lucia De Cesaris, che si sono affannate a raccontare che il Vigorelli “sarà ancora un velodromo, con una struttura mobile omologata di 250 metri”.

Nessuno si sarebbe risentito, bastava dare un’occhiata al comunicato stampa, dal titolo inequivocabile: “Rinasce il Vigorelli, nuovo impianto polifunzionale nel rispetto della tradizione”.

Non ci risulta che tradizione sia sinonimo di “ciclismo su pista”.

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