Raffaella Calloni – Storia di un SOS

Ho imparato – È stato un mese impegnativo, intenso, direi tosto; sotto tutti i punti di vista.  E ha portato con sé delle cose buone, facendomi crescere e migliorare ancora un pochino.

Ho imparato a chiedere aiuto – Me l’ero ripromessa da tempo ma in realtà non l’avevo mai fatto. Questa volta invece ho messo da parte il mio orgoglio e il mio voler essere Wonder Woman, ho preso in mano il telefono e ho lanciato il mio SOS.

Sapete quale è stata la sorpresa? Ho trovato delle persone eccezionali che hanno saputo sostenermi e ascoltarmi. E ho avuto modo di rendermi conto che sfogarmi, buttare fuori quello che avevo dentro e mi stava logorando, non solo mi ha fatto stare meglio ma mi ha addirittura dato energia.

Mi ha dato forza perché mi ha permesso di liberare la mente e alleggerirmi il cuore e perché ho capito che quel peso non dovevo portarlo per forza da sola.

Ho imparato che non scegliamo cosa ci riserverà la vita ma che possiamo scegliere come affrontare ogni sfida, ed è questo che fa davvero la differenza.

Anche in situazioni tragiche pensare “mi preparo al peggio” non è davvero di nessuna utilità.

In primis perché, se credete un po’ nelle energie e nel potere della mente come me, vi state tirando addosso qualcosa di terribile e poi perché la triste verità è che se il peggio dovesse arrivare davvero, ci coglierebbe comunque impreparati.

Quindi ho capito di dover affrontare tutto con positività, cercando di guardare, in mezzo al dolore, tutto quello che di buono può esserci. Ed ho trovato persone, coincidenze, segni, amici…

Ho imparato che il nostro corpo grida ciò che la mente tace e che ascoltarlo non solo è saggio ma è spesso il primo passo verso la guarigione.

Ho imparato che quando hai una motivazione forte nulla è impossibile, e che quel peso che ti porti dietro può trasformarsi in una rampa di lancio, in una forza che ti spinge ad andare oltre.

Ho imparato che ci sono dolori talmente forti da piegarti letteralmente l’anima in due ma ho anche capito che lasciarsi affondare in quel dolore è una cosa stupida, inutile, logorante.

Ho imparato che la condivisione è il primo passo verso una vita completa ed è per questo che ho deciso di raccontarvi tutto questo, per farvi capire che non siamo soli e che la bellezza si svela ai nostri occhi appena diamo alla luce il permesso di entrare.

 di Raffaella Calloni

 

Dedicato col cuore e con la mente a Sara.

Anche questa volta hai dimostrato di essere la Numero Uno!

Sei una roccia Anzina! La mia roccia.

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