Il calcio che conta (i dollari)

L’ultima invenzione dell’estate è la Champions Cup in programma negli Usa tra luglio e agosto. Al torneo a otto squadre con eliminazione diretta parteciperanno Juventus e Real Madrid mentre le altre grandi europee andranno in Asia a batter cassa

Facciano pure, ci sta – per fare qualche soldo –  anche lInternational Champions Cup, in programma negli Stati Uniti la prossima estate. Un torneo che non auguriamo a nessuno visti i mosquitos che allieteranno la finale programmata al Sun Life Stadium di Miami.

Parteciperanno otto squadre e già si sa che della partita saranno Juventus, Real Madrid e Los Angeles Galaxy. Gli altri cinque club in lizza dal 27 luglio non sono ancora stati svelati, ma chi pensasse a grandi nomi del calcio europeo è bene che si ricreda: non ci saranno il Chelsea, il Manchester United, l’Arsenal e il Barcellona, a caccia di soldi altrove, in Asia.

Soldi nella Champions Cup ce ne saranno a profusione – già si annunciano 151 Paesi ai quali sono stati venduti i diritti tv (gestiti, si presume, da Fox Sports) – e soprattutto per la squadra che si aggiudicherà la competizione, un torneo a eliminazione diretta (o avanti o fuori, per capirci). Si ragiona di un milione di dollari (oltre a un trofeo da mettere in bacheca).

Della Champions Cup sono già state annunciate perlomeno tre edizioni, quelle che si è impegnato a organizzare il magnate dei Miami Dolphins, Stephen Ross, attraverso la RSE Ventures una delle sue società.

L’articolazione della Champions Cup prevede due gironi da quattro, uno Ovest e l’altro Est, con gli incontri dei primi turni programmati a Phoenix, San Francisco e Indianapolis, semifinali a New YorkLos Angeles il 3 e 4 agosto. Le ultime quattro partite (per determinare terza, quinta e settima classificata) sono invece previste a Miami il 6 e 7 agosto.

Della Champions Cup nessuno avvertiva la mancanza (o la necessità) ma se dobbiamo festeggiare i soldi di un magnate del football Usa che decide di farne altri con il soccer, lui lo chiama così, non fatichiamo di certo a farlo. Altrimenti Ross farà la fine di altri che già in passato hanno cercato di inventare il “calcio che rende” (non “quello che conta”): erano i primi anni Ottanta quando andò in scena, a cura dei Cosmos di New York, il Trans-Atlantic Challenge Tournament cui aderirono la Roma, il Barcellona che allora allineava DAM (Diego Armando, il cognome lo conoscete), il Celtic, la Fiorentina, il Fluminense oltre a Manchester City, Nacional de Montevideo, Napoli, San Paolo, Southampton, e Udinese.

Quei tornei, per la scarsa gioia del pubblico, lo vinsero tre volte i Cosmos, una Seattle e una Chicago, grazie all’impegno profuso dalle contendenti. Forse oggi, coi soldi che fanno gola a tutti, capiterà qualcosa di meglio.

di SportivamenteMag

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