Il lessico del Freestyle

Seguiteci nel gioco delle parole che raccontano, rigorosamente in inglese, un mondo di evoluzioni

Crew: come avviene per i cantanti hip hop o rap, spesso i piloti di Freestyle si dividono in “famiglie” o crew, a volte accomunate dallo stesso stile esecutivo, altre semplicemente per simpatia ed empatia tra gli appartenenti. Tra le più famose oltre alla “Metal Mulisha” di uno dei veterani di questo sport Mike Metzger, ricordiamo la “Nitro Circus” capitanata da Travis Pastrana, famosa per le numerose presenze nelle trasmissioni televisive di MTV.

Segnaliamo una crew tutta Italiana, la “Daboot“, poco vincente nelle competizione, ma di grande rilievo sia per la scuola che ha aperto per imparare a saltare, sia per le numerose presenze nelle più importanti manifestazioni fieristiche di motori.

Foam Pit: letteralmente la vasca di schiuma, indispensabile per provare e sperimentare nuovi salti.

In pratica una vasca, una fossa o comunque un atterraggio su un enorme cumulo di morbida schiuma espansa in pezzi, in grado di accogliere moto e pilota alla fine del salto. Senza questa fondamentale struttura nessuna evoluzione di questo sport sarebbe stata possibile in tempi così rapidi….e con piloti ancora deambulanti!

Trick: è il salto, la figura acrobatica che il pilota esegue dopo aver preso una adeguata rincorsa. Tutti i trick sono evoluzioni di figure base o somma di più trick concatenati. Analizziamone qualcuno:

Grab: genericamente “afferrare” con questo termine si indicano i salti in cui un pilota in volo si stacca dalla moto rimanendo appeso in volo a volta solo con le mani o con i piedi a volta solo con una, fino ai più esagitati che lasciano la moto, eseguono pose per impressionare pubblico e giuria e la riafferrano giusto in tempo per non atterrare rovinosamente.

Back flip: la madre di questo sport, la prima vera figura acrobatica con un tasso di difficoltà davvero eleato:una rotazione di 360° all’indietro completa, alla quale negli anni ogni pilota ha aggiunto qualcosa di suo, staccando a volte le mani, uno o tutti e due i piedi…solo la follia può porre i limiti all’immaginazione dei piloti.

Double back flip: facile a dirsi, molto meno a farsi: unione di due backflip ovvero rotazione completa a 720°.

Superman: in volo il pilota si stacca dalla moto, si posiziona parallelo alla moto e vi rimane agganciato con una mano sola, come il noto super eroe. Nemmeno a dirlo, ma già molti hanno provato a mixare back flip e superman in ogni variante.

Can Can: quasi banale, in volo il pilota si siede con entrambe le gambe dallo stesso lato e molti atterrano direttamente in questa posizione.

Queste sono a grandi linee le basi delle figure del Freestyle, con figure che spesso nascono o da varianti delle basi o da somma di due o più trick in un’unica fase di volo. La disciplina è in continua evoluzione, ogni pilota aggiunge, modifica e interpreta secondo il suo gusto a ogni competizione ci si domanda se si sia raggiunto il limite di questo sport poi di solito arriva qualcuno che decide che il repertorio esistente non è abbastanza folle e, ad esempio, decide di mettere la moto in volo perpendicolare al suolo senza esserci seduto sopra, magari afferrandola giusto con una mano, salvo poi rimetterla in assetto giusto in tempo per l’atterraggio!

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