Superbike, ascolti tv in libera uscita

Dopo due soli appuntamenti del Mondiale latitano gli spettatori, in assenza di un pilota italiano per il quale palpitare e – forse – per le scelte dei motociclisti che hanno goduto di una domenica di sole

Seconda gara del mondiale Superbike con la tappa spagnola di Aragon ed è già tempo di bilanci, non per i piloti o le squadre impegnate nella competizione, ma per gli ascolti tv che latitano, rispetto al passato più recente. Ci riferiamo all’Italia, naturalmente.

Il risultato di questa seconda domenica è a dir poco deludente, considerato lo sforzo non indifferente messo in atto, con meno di un milione di spettatori come picco per gara uno e un risultato ancora più amaro per gara due.

Il passaggio da una Tv nazionale “minore” come La7 a una corazzata come il gruppo Fininvest che si è impegnata a pagare profumatamente i diritti per i prossimi tre anni, lasciava sperare in un allargamento consistente del pubblico, piuttosto che in una contrazione, a questo punto preoccupante.

Nessuna colpa può essere imputata né alla organizzazione del palinsesto né alle forze messe in campo, visto che attualmente nessuna tv Europea ha investito in mezzi tecnici e in risorse umane come Italia1.

Non resta che azzardare due ipotesi su questo fiasco, entrambe plausibili: alla Superbike 2013 manca un pilota in grado di catalizzare il tifo e le attenzioni del pubblico italiano. Max Biaggi, da quest’anno commentatore televisivo, pur con i suoi tanti detrattori quand’era in pista, ha lasciato un vuoto difficilmente colmabile.

La controprova viene dall’aumento di audience della prima gara del Motomondiale col ritorno di Valentino in Yamaha e in grande spolvero, capace di risvegliare il pubblico decisamente impigrito delle due passate stagioni.

La seconda teoria è decisamente più fantasiosa: il pubblico della Superbike,  composto per la maggior parte da motociclisti praticanti, ha scelto di approfittare della prima vera domenica di primavera dopo un inverno infinito e rigido uscendo e godendosi le strade, le moto e il sole, piuttosto che rinchiudersi in casa davanti a uno schermo tv.

Probabilmente la vera ragione è un giusto mix tra queste due ipotesi, non voglio certamente addebitarla alla contrazione impressionante del mercato delle maxi moto, da cui derivano le Superbike, con conseguente calo di seguito e popolarità.

Da inguaribile romantico mi piace pensare al motociclista che si gode la sigaretta in cima al passo alpino, chiacchierando di donne e motori con i compagni di scorribande, intento a organizzare il tifo vero, non da tubo catodico, magari con una spedizione al Mugello o a Imola per il gran premio d’Italia.

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