Perché lo sport non si ferma

Lo sport di fronte alle tragedie che lo sconvolgono non si ferma, annichilisce. Si interroga in silenzio, cerca risposte che non può trovare. Ragiona dell’umanità che include anche il suo opposto, atti disumani che avviliscono la ragione.

Nel tentativo di passare oltre, di dimenticare l’orrore e lo sdegno, lo sport sa che un cedimento darebbe partita vinta agli sciacalli. E onora le vittime innocenti, cui dedica un minuto di raccoglimento. Ritualità, dice qualcuno. Gesti di rispetto, sentenziano altri, noi con loro.

Lo sguardo davanti alla barbarie si smarrisce ma occorre procedere oltre. Lo sport vuole andare avanti, non può esimersi.

Non fu fatta eccezione nemmeno per Monaco 72, quando 11 atleti israeliani furono trucidati da un commando di terroristi palestinesi (in presenza di teste di cuoio tedesche impreparate, maldestre nel tentativo di liberare gli ostaggi portati in aeroporto). Allora si discusse per qualche ora lo stop ai Giochi, che tali più non sembravano, poi prevalse lo “spirito olimpico”, quello che nell’antichità sanciva la sospensione delle guerre per poter dare vita a confronti atletici incruenti.

Nemmeno la bomba posizionata ad Atlanta 1996, al Centennial Park, durante i Giochi (una donna morta e 111 feriti) indusse il Comitato olimpico internazionale a decretare il blocco di quell’Olimpiade. Si parlò molto del pazzo che l’aveva posizionata, prontamente assicurato alla giustizia, tutto finì lì, in 48 ore.

In nome dell’ordine pubblico e per garantire che non ci fossero altri morti, si fece giocare persino Juventus-Liverpool, finale di Coppa Campioni 1985 all’Heysel di Bruxelles, stadio inadeguato (al pari dei poliziotti a cavallo che lo presidiavano) nonostante i 39 morti, di cui 32 italiani, vittime della furia omicida degli hoolingan inglesi nei preliminari dell’incontro.

Dopo la maratona di Boston, l’ultima tragedia, lo sport è andato controcorrente soltanto per una questione di sicurezza nazionale. Ieri sera si sarebbe dovuto giocare l’incontro di basket tra Boston Celtics e Indiana Pacers, annullato dalle autorità del Massachussetts (su suggerimento dell’FBI) non certo dalle due squadre che sarebbero scese in campo, per rispetto delle vittime.

di SportivamenteMag

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