L’Europa si attrezza contro le combine

Bruxelles ha adottato nei giorni scorsi una risoluzione comunitaria per contrastare le partite truccate nel calcio e in altri sport. Lo farà coordinando gli interventi repressivi in sintonia con l’Uefa di Platini

Guerra senza quartiere alle combine e alla corruzione nel calcio. Da anni se ne occupa Michel Platini, presidente Uefa che ora è riuscito a coinvolgere nella campagna per il calcio pulito anche il Parlamento europeo.

Il ragionamento di Platini non fa una grinza: “Se i risultati delle partite si conoscono prima della loro effettuazione, il calcio è finito. I bambini smetterebbero di giocare al pallone e le persone di andare allo stadio”. Logici e opportuni i provvedimenti che Platini invoca: “Infliggeremo pesanti sanzioni a chiunque sia trovato colpevole di manipolare il risultato di una partita”.

Bruxelles nei giorni scorsi ha adottato una risoluzione per combattere in maniera coordinata il fenomeno delle partite truccate nel calcio e negli altri sport.

Il fenomeno delle partite truccate – il cui giro d’affari è valutato più ampio del narcotraffico, senza dimenticare che in molti Paesi le partite “accomodate” non sono perseguite come reato – è attualmente contrastato dalle polizie, dalle autorità giudiziarie e da chi gestisce le scommesse ufficiali, oltre alle organizzazioni sportive dei vai Paesi.

L’Uefa ha attivato un sistema di individuazione delle frodi legate alle scommesse (BFDS) che tiene sotto controllo tutte le partite delle competizioni sotto la sua giurisdizione (2000 partite a stagione), oltre alle 30mila gare di campionato e Coppa nazionale nelle 53 federazioni affiliate.

La risoluzione del Parlamento Europeo invita i 27 Paesi dell’Unione a inserire la combine nel proprio diritto penale e a stabilire sanzioni comuni. A creare forze speciali di contrasto al fenomeno nonché a istituire un centro informazioni a cui gli operatori delle scommesse (quelli autorizzati, che agiscono alla luce del sole) possono accedere fornendo le coordinate di flussi anomali di scommesse.

Nel documento si auspica la collaborazione stretta, a livello europeo, tra squadre investigative e autorità inquirenti, anche per rilevare siti internet di scommesse illegali. Sono sollecitati nella risoluzione anche i rapporti con Paesi non membri della UE per contrastare la criminalità organizzata coinvolta nelle combine. Nel mirino soprattutto i “paradisi di scommesse asiatici”, che agiscono anche su eventi sportivi in progamma in ambito UE.

Da ultimo, la risoluzione si richiama alla prevenzione del fenomeno attraverso l’educazione di tutte le componenti dello sport. In particolare per il calcio, la risoluzione invita a elaborare codici comportamentali per calciatori, arbitri, staff medico e tecnico e dirigenti federali, sottolineando le relative sanzioni in caso di combine. Si richiama l’obbligo di denunciare qualsiasi contatto volto a “taroccare” una partita.

di SportivamenteMag

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