1937 Prima volta sui Passi Dolomitici

Anche alcuni individuali furono “aggruppati” e fu data loro l’assistenza di una vera squadra: scopo dell’operazione fu avere un buon numero di corridori che, liberi dal problema di organizzarsi anche la trasferta, potessero dedicarsi di più alla corsa per renderla più vivace. Il risultato però non fu completamente raggiunto, anche se proprio la prima Maglia Rosa andò a Nello Trogi, che faceva parte del Gruppo degli Italiani all’estero.

Un’importante innovazione fu data dalla cronometro a squadre, anche se si presentava con una formula mista: non essendoci l’obbligo di rimanere uniti sino al traguardo, la vittoria veniva assegnata al primo corridore della squadra col miglior tempo.

Per la prima volta furono inclusi i Passi Dolomitici, Rolle e Costalunga, dove Bartali dimostrò tutta la sua potenza di scalatore (a Merano giunse in solitudine con 5’ 38” di vantaggio sul gruppetto degli inseguitori.

L’arrivo a Milano si aggiudicò sulla “pista magica” Vigorelli che aveva da poco sostituito il leggendario Velodromo Sempione.

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