Totti, analisi di un fenomeno

Pochi  uomini nella storia del calcio sono riusciti a mettere insieme qualità e quantità come è riuscito a Francesco Totti. Venti stagioni alla Roma hanno creato una naturale dicotomia: adorato dai giallorossi, detestato da una buona parte dei rimanenti tifosi italiani, compresi i cugini laziali che addirittura lo odiano.

Pupone” è il nomignolo che i suoi fan gli diedero quando era giovanissimo.

La distanza enorme che ha stabilito fra sé e il resto del mondo non è il distacco della super star che si isola dai comuni mortali. È piuttosto un elaborato meccanismo di autodifesa nell’ambiente, spesso infiammato, del calcio italiano. L’ironia è sempre stata una sua peculiarità.

Una volta ha detto: “Quando sono con la mia famiglia io rimuovo la mia maschera pubblica e divento una persona del tutto diversa. Assolutamente non ho due facce, piuttosto è un modo di essere cosciente e responsabile. Qualche anno fa non era così, ma ora sento la responsabilità di essere un modello di comportamento per i bambini  perché ricordo che alla loro età tendevo a idealizzare i grandi campioni del calcio, e poi ci sono i miei figli che me lo ricordano in ogni momento della giornata.”

Lo  psicanalista svizzero Carl Jung ha trattato in modo completo la tematica delle maschere sociali che indossiamo e il modo in cui queste nascondono la nostra vera identità. Totti abitualmente, come molte star, conduce vite parallele, non c’è molto di lui che non venga  notato.

È considerato un bravo ragazzo, ma sul campo si rivela una specie di “figlio di buona donna” (come lui stesso si definì), uno che ricorre a tutto pur di vincere. Poi una volta  a casa si scioglie nel calore dei suoi affetti familiari. Tende a proteggere sempre la sua vita privata e nella sua propria sfera riesce con naturalezza a essere se stesso.

Dopo il successo iniziale vennero la maturità e l’accettazione della sua identità. Sposò Ilary Blasi, una show girl, ed ebbe due bambini. Sul campo divenne un leader con connotazioni diverse dal solito: sentiva la responsabilità di guidare la sua squadra, sempre alla ricerca di nuovi modi di farlo, pur  rimanendo  fedele a  se stesso.

Nessuno nel calcio italiano ha segnato più goal di lui per la stessa squadra in tutte le competizioni. Nessuno ha segnato più di lui su palle inattive. Qualche tempo fa disse:” Sono fortunato, non perché abbia molti soldi, ma perché sono stato in grado di tirar fuori i soldi dalla mia passione.”

Ora leggiamo cosa ha detto una settimana fa a un giornale inglese:

Francesco, these 20 years have slipped by…..  

He said: “Yes, they have flown. Everything began on  March 28th  1993 in Brescia. I was on the bench, the coach Boskov called me, but I didn’t understand, I thought he was calling  my team mate  Muzzi.  Boskov called me again and said – I want you to play, just you-  I was only 16.”

How many goals would you have scored if you had played as a striker?  

“Say, about 300. I hope not to have problems and go on this way in the future, even if my contract  expires  next year.”

They say you want to play till you are 40, then you need a two or three year contract…..

He said: “Next week our chairman will come back from USA, I’ll have a talk with him. Anyway, I’m very happy ‘cause my club have confidence in me.”

Is there an Italian player you reckon to be stronger than you? 

He said: “Nobody, because the numbers speak for me.”

Who is the best coach in the world?  And…. who would you like to work for?

He said: “The best is Marcello Lippi for his charisma. I would like to work for Mourinho.”

You never won the Ballon d’Or. Do you think you deserved it?

“Yes, in 2000. Unfortunately we failed to win the European Cup with Italy in Portugal.  It penalized me.”

When did you kiss a girl for the first time?

He said: “I kissed a girl when I was ten and made love with a 17 year old girl at Tropea, Calabria, at the age of 12.”

Let’s talk about your sons. What do you expect from them?

“I expect they will be respected for what they are and not because they are Totti’s  sons. Christian plays football at Roma Academy, but  I know it’s too difficult  with a name like this. I hope he will play tennis and  when I am older I would like to be his agent.”

All of us hope Prandelli  will take you to Brazil next year and you  will be able to score your 300th  goal  before  hanging  up  your  boots. 

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