FMX: nacnac, trick e back flip

Il Freestyle motocross, anche noto con la sigla FMX, è una specialità che nasce direttamente dai campi di gara una quindicina di anni fa, quando i primi spericolati assi statunitensi del cross, per festeggiare la vittoria, deliziavano i presenti con salti accompagnati da funambolismi aerei definiti trick.

Da semplice dimostrazione di gioia si trasformò prima in esibizione prima delle più importanti gare a disciplina separata e ben distante dal semplice cross, con competizioni che valutano la difficoltà del salto, l’esecuzione e la spettacolarità, come si farebbe, ad esempio, per una gara di tuffi dal trampolino.

Se è difficile dare una data esatta dell’inizio di questa specialità, possiamo identificare due momenti, o se vogliamo su manovre chiave che probabilmente hanno dato il via a quello che attualmente è un affascinante mix tra uno spettacolo, uno sport motoristico e una sfida folle e molto rischiosa per le ossa di chi prova numeri impossibili.

Jeremy  McGrath è sicuramente il padre del primo timido tentativo di acrobazia in volo, visto che spesso concludeva le sua tante vittorie con il celebre nacnac, quando in pieno volo cominciò a staccare un piede dalla pedana per poi scavalcare la sella da dietro avvitandosi e rimettendosi in posizione prima dell’atterraggio. Quello che allora appariva sicuramente sbalorditivo e acrobatico oggi non sarebbe nemmeno sufficiente per definire un atleta di questa specialità.

L’altra manovra che sicuramente ha contribuito a decretare il successo di pubblico di questo sport nei primi anni 2000 ed alla nascita di campionati e mondiale è sicuramente il back flip.

Considerata inizialmente come una chimera dal movimento dei primi freestyler, il salto con rotazione all’indietro completa e atterraggio perfetto, prende sicuramente ispirazione dalla stessa manovra eseguita con biciclette BMX già da tempo, ma farlo con un mezzo di un centinaio di chili a 15 metri di altezza appare subito come una sfida differente.

Poco importa la disamina su chi si assume la paternità del primo salto, visto che la diatriba infinita per l’assunzione di paternità non è mai veramente finita e lo scontro rimane aperto. La manovra fu eseguita prima con piccole e leggere moto, poi con moto più tradizionali, a volte terminando il salto correttamente, altre rovinando al suolo poco dopo l’atterraggio.

L’evoluzione è continuata, ogni pilota ha alzato il livello di difficoltà rendendo ogni anno impensabile poter aggiungere qualcosa di più spettacolare per l’evento successivo, ma regolarmente la fantasia dei piloti ha superato quella degli spettatori.

Attualmente esistono due tipi di competizioni, una definita Big Air, dove i giudici valutano il migliore di tre trick eseguiti ed il vero e proprio Freestyle dove in un tempo tra i 90 secondi e i due minuti gli atleti si esibiscono in una sequenza di salti, come in una gara di pattinaggio artistico e vengono giudicati nell’intera esecuzione della performance, tenendo presente la difficoltà, l’originalità e l’esecuzione di ogni salto.

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