L’ambulanza è un simbolo del calcio?

Una volta c’erano zone franche, ieri sera a Roma i “bravi ragazzi” del calcio capitolino hanno assaltato anche un mezzo di soccorso. Volevano chiudere il conto con i feriti a bordo?

Il più grande spettacolo dopo il week end, il derby romano, non si fa mancare i soliti idioti, protagonisti di incidenti prima dell’incontro. Quattro gli arrestati fra gli “arrabbiati”, fra i 24 e i 27 anni (chiamiamola la Bella Gioventù), cui è già stato comminato un Daspo per cinque anni (in teoria non li dovremmo vedere dalle parti di uno stadio per un bel po’, ma due di loro avevano appena scontato un altro Daspo, la recidività è presupposto di gloria), un quinto tifoso denunciato per detenzione di droga (non specificata, aveva bisogno di caricarsi). Otto soli gli accoltellati, senza lesioni particolarmente gravi (non riusciamo a gioirne come altri hanno fatto).

Le misure preventive della polizia annotano il sequestro di una trentina di “oggetti atti ad offendere, tra cui coltelli, cacciavite e manici di piccone, oltre a dieci bastoni e un’ascia”. Sono stati rinvenuti e sequestrati nei pressi dello stadio.

Una sola molotov fatta esplodere. Altre due sequestrate prima che facessero danni.

Non ci sono zone franche nella guerriglia da stadio, chiamiamola così. Nemmeno un’ambulanza, intervenuta per soccorrere i feriti, ha goduto di immunità. Attaccata con petardi, pietre e bastoni. Si vuole colpire un simbolo umanitario, là dove la civiltà viene meno oppure si desiderava finire i due feriti che aveva poco prima accolto?

Questo è il calcio di un lunedì qualsiasi nel Bel Paese.

di SportivamenteMag

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