Musica per le nostre orecchie

Un juke box con 106 brani a disposizione dei visitatori del Museo dello Sport di Torino: tra questi gli inni delle squadre (Best canta quello dello United) ma anche pezzi pop e rock cantati da Pelè, Cruijff, Maradona, Merckx e molti altri

I cimeli, autentiche memorabilia, arricchiscono praticamente ogni giorno il Museo dello Sport di Torino. Ultime arrivate a incrementare la copiosa collezione – ne annota più di 300 – le scarpette usate ai Giochi di Londra dalla fiorettista Arianna Errigo, medaglia d’argento nella gara individuale e medaglia d’oro in quella a squadre. La Errigo le ha donate dopo aver vinto la gara di Coppa del Mondo Trofeo Inalpi, svoltasi a Torino.

Il gesto della Errigo è l’ultima testimonianza di riconoscenza da parte di una campionessa nei confronti di questa meritevole istituzione che in pochi mesi di vita (è stato inaugurato nel novembre 2012) ha già trovato grande apprezzamento. Nelle sue sale multimediali sostano o sono rappresentate 50 medaglie olimpiche, oltre 100 titoli mondiali, centinaia di titoli europei e migliaia di titoli italiani e delle più importanti competizioni internazionali.

Su due piani, tra piano terra e primo piano, il Museo è diviso in cinque grandi sale. La prima è riservata al calcio, a seguire i Numeri 1 (di tutti gli sport), poi la Città di Torino, il ciclismo. A chiudere la grande sala delle Emozioni, dove gli stessi atleti raccontano la loro favola sportiva, con aggiunta di una ricca filmografia.

Curiosa e decisamente innovativa la colonna sonora del Museo, garantita da un grande juke box che ospita ben 106 brani: tra questi gli inni delle squadre di calcio (George Best canta quello del Manchester United), ma anche pezzi pop e rock cantati dai vari Pelè, Cruijff, Maradona, Beckenbauer, Paolo Rossi e Merckx.

Un segno della vivacità del Museo, l’unico permanente in Italia e soprattutto dai connotati particolari: tra i pochi Musei dello Sport ospitati in uno stadio (l’Olimpico di Torino), si destina a tutte le discipline sportive e ai loro campioni, senza eccessi di nazionalismo. Gli assi dello sport sono di tutti, a tutte le latitudini.

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