Corrono in tanti con Ivana

Aldilà di sponsor e partner, ci sono degli angeli custodi. Tra questi Linus che ha sdoganato l’avventura della Di Martino parlandone a Radio Deejay. E poi Sergio, Sandro, Massimo e Vinicio

Ivana Di Martino - © Arturo Barbieri

Domani Ivana Di Martino inizia a Milano il suo tour de force, 21 mezze maratone consecutive in giro per l’Italia “per dare sostegno e impulso a tutte le donne, per dire loro che possiamo sempre farcela, che dobbiamo lottare per realizzare i nostri sogni e progetti, per avere un lavoro dignitoso e garantirci il rispetto di tutti, nessuno escluso”. Primo sforzo all’interno di Milano City Maratona, fermandosi naturalmente a metà.

Corre per un’ottima causa, Ivana, per raccogliere fondi a favore di Doppia Difesa, l’associazione Onlus fondata da Michelle Hunziker e Giulia Bongiorno, che fornisce accoglienza, assistenza e consulenza legale e psicologica in favore delle vittime di discriminazioni, abusi e violenze, soprattutto donne e madri.

Ivana si cimenta nel suo progetto monitorata dal milanese Istituto Cardiologico Monzino dove tre anni fa le hanno risolto, in parte, un problema di extrasistole. Le fecero un’ablazione per eliminare la zona del tessuto cardiaco che causava l’aritmia. Un anno dopo un altro piccolo intervento: chiusero il forame ovale che le procurava fortissimi mal di testa. Ivana correrà con un particolare apparecchio, il V-Patch, che invierà a Milano i dati per monitorare il suo fisico sotto sforzo.

Accertati i suoi buoni motivi, verificato quindi il “chi glielo fa fare”, non poche le domande: come mai il progetto “21 volte donna”, così si chiama, è andato in porto solo nell’ultimo mese. “Prima non mi dava retta nessuno, ho scritto a tante di quelle aziende, a partire da quella in cui lavoravo anni fa, selezione del personale, senza risposte. Ero avvilita. Poi l’invito di Linus a Radio Deejay, una bella chiacchierata in trasmissione che ha determinato la svolta. Alla presentazione di Milano City Marathon mi ha dato conforto l’assessora allo sport del Comune di Milano Chiara Bisconti e il filo come per magia si è riannodato. Ringrazio le amministrazioni, soprattutto quelle meridionali, che mi hanno dato un appoggio incondizionato. Sono apparsi, e non erano un miraggio, anche gli sponsor, tutto si è mosso per coprire il budget, non elevato ma che le risorse della mia famiglia non avrebbero potuto sostenere”.

Ordine di cifra?”Intorno agli ottomila euro. Per tre settimane è una cifra all’osso ma è comunque per noi significativa”.

Una mamma di tre figli in scala dagli 11 ai 5 anni (Cecilia, Filippo e Caterina) come fa ad allontanarsi per tre settimane?”Ci sono per fortuna i familiari. Mio marito lavora e abbiamo deciso le soluzioni in sintonia con nonni e zii. Siamo una famiglia unita. Il problema è la piccola Caterina, che avrei voluto con me, e non so ancora se potrà accompagnarmi perché ha avuto un po’ di febbre in settimana. Ci terrei a portarla, sono una mamma attenta”.

Il camper per seguire le 21 avventure vanta uno staff al seguito. Collaboratori scelti con quale criterio? “Sono tutti provvidenziali, condividono lo spirito e sono, come dire, di disponibilità assoluta, a partire da Vinicio Zanoboni, autista e staffetta in bici, un settantunenne superattivo, fantastica persona; e poi Gianluca Rospo, universitario in procinto di ultimare la tesi a Scienze Motorie, staffettista lui pure in bici; chiude Roberta Buono, che è la fotografa del gruppo”.

Fisicamente si sente a posto? “Benissimo, ho anche avuto il via libera tre settimane fa dopo un check up al Monzino. Ogni sei mesi subisco un controllo di routine. In corsa avrò l’apparecchiatura, il V-Patch, per il controllo a distanza”.

La corsa è per lei una passione intensa, iniziata a 11 anni. Altri sport concomitanti?

“Nessuno, avevo iniziato il nuoto a 6 anni, ma la corsa mi ha definitivamente ammaliato. È un’attività fra le più semplici, non hai bisogno di quasi nulla, a parte le scarpe adatte a te, maglietta, pantaloncini o tuta. E hai sempre la sensazione della libertà”.

Ha scelto le andature? “Certo, dovrei procedere fra i 5’ e i 5’30” a chilometro, più piano mi imballerei. Qualche problema ad Ancona dove si partirà dal Comero, quindi in salita. Quel giorno andrò più piano.

Qualcuno da ringraziare, indistintamente? “Faccio quattro nomi: Sergio Leali, Sandro Pellò, Massimo Gini, Vinicio. Loro sanno quanto gli devo, in termini di gratitudine

Partirà con temperature fresche, poi è annunciato gran caldo, dopo metà aprile. La cosa la disturba? “Per niente, corro meglio col caldo”.

Potete seguire Ivana nel suo blog http://21voltedonna.wordpress.com.

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