Quei fenomeni del Supercross

 

Ricky Carmichael

Messo in sella fin da bambino, con debutto a soli tre anni, Carmichael dimostra da subito un talento fuori dal comune. Dal 1997 al 1999 vince il campionato nazionale motocross nella classe 125. Conquista anche il titolo Supercross nel 1998, aggiudicandosi tutte le prove.

L’anno monstre di Carmichael è il 2001 quando lotta ad armi pari nientemeno che con Mc Grath, detentore del titolo per tre anni di fila. Combattute e incerte le prime due gare, poi Carmichael si permette di vincere tredici prove di seguito. Domina il campionato e s’impone anche nel campionato di motocross Statunitense con sette vittorie su dodici gare.

L’anno seguente sorprende i suoi fan più accaniti abbandonando la sua fidata Kawasaki per andare in casa Honda. Nonostante le critiche di chi lo vedeva come un gesto mercenario anche i più scettici dovettero riconoscere che l’intuizione di Ricky sul maggiore sviluppo tecnico della nuova moto era fondata. Parte male in campionato, si infortuna a una mano, ma ritorna e fa sue undici gare di seguito. Rivince il titolo e anche quello di motocross, senza sbavature: una sequenza impressionante di successi, primo nella storia a imporsi in tutte le prove.

Inutile elencare tutte le vittorie. Le possiamo riassumere con cinque titoli, tra la vecchia 250 due tempi e le nuove quattro e mezzo a quattro tempi,  in una carriera incredibile nonostante qualche sosta per i gravi infortuni occorsogli in particolare alle ginocchia. Diciamo solo che contando anche le vittorie nel cross “tradizionale” i successi sono superiori a 100, in carriera.

 

Jeremy McGrath

Contende a Carmichael il titolo di pilota più vincente, avendo collezionato sette titoli nella classe regina. In carriera, oltre a rocamboleschi cambi di scuderia che lo hanno portato a correre con quasi tutte le più importanti case motoristiche fino addirittura ad autogestirsi un team privato, viene ricordato per essere non solo veloce, ma anche estremamente spettacolare.

A McGrath si deve l’invenzione di una figura base del Freestyle moderno, denominata nacnac che Jeremy eseguiva per festeggiare nell’ultimo salto della gara.

Alla fine 2006 decide di ritirarsi, ma l’indomabile passione per il mondo dei motori lo spinge a diventare tester per un team che partecipa al campionato NASCAR (campionato per stock cars negli Stati Uniti) e a gareggiare in competizioni di fuoristrada con camion.

Per i suoi successi è stato inserito nel 2003 nella Motorcycle Hall of Fame.

 

James Stewart Jr

Meglio noto come “Bubba” Stewart, è stato il primo pilota di colore a vincere titoli professionistici nello sport del motocross. Forte fisicamente e molto agile, esprime una guida molto spettacolare ed efficace, ma la sua voglia di strafare, di andare oltre il limite lo porta a rovinose cadute che nella lunga carriera gli hanno fatto perdere qualche gara e più spesso il titolo.

Fosse stato psicologicamente forte quanto lo era fisicamente ci saremmo trovati di fronte al più grande campione di tutti i tempi. In ogni caso Bubba vanta nel suo palmares due titoli nel 2007 e nel 2009.

 

Ryan Villopoto

Pilota ancora in azione e ancora vincente, Villopoto inizia con le competizioni nel 2002, per diventare professionista nel 2006, quando vince il titolo AMA Motocross Lites Nazionale davanti a Mike Alessi.

Quello stesso anno insieme a Stewart rappresenta gli Stati Uniti nel motocross delle Nazioni, lo vince e viene nominato per la folgorante stagione “Rookie of the year

L’anno successivo rivince titolo nella categoria Lites (le 250) e con compagni diversi conquista nuovamente il motocross delle Nazioni.

Dopo un altro titolo nelle categorie minori approda alla classe regina e dopo un quarto posto finale nel 2010 vince, dominando, sia il campionato 2011 che quello 2012.

Attualmente, in forma smagliante, con la sua Kawasaki 450 sta conducendo in testa il campionato.

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