E ora il picchio chi lo fa?

Me lo domando da martedì quando ho iniziato, mio malgrado, a pensare a Claudio Lippi al passato. A Claudio che non c’è più.

Oggi un ragazzo che ha condiviso con noi quei primi anni a Milan Channel si è interrogato su Facebook come me. Stessa domanda: e ora il picchio chi lo fa? Se lo ricordano tutti sai il picchio? Anche chi non ti è stato così vicino, allora come ora.

Sì, perché Claudio Lippi oltre ad essere la voce di Milan Channel ormai da 13 anni, giornalista apprezzato da colleghi e calciatori, era bravissimo a fare il picchio, un’imitazione ridicolissima del pennuto che tutti conosciamo. Ridevo alle lacrime, quando lo facevi.

Da ieri, Claudio, sorriso e lacrime si mescolano. Pena, dolore , incredulità per la tua morte.

Abbiamo cominciato a lavorare a Milan Channel insieme: era dicembre 1999 e partiva in Italia un esperimento, la prima televisione interamente dedicata a una squadra di calcio. Io non ero ancora laureata, Claudio non era ancora giornalista.

Uno start up in cui mescolavamo entusiasmo e inesperienza, voglia di fare ed incoscienza. Quanto amore per il pallone, per il calcio. Hai giocato a calcio provando a sfondare…Pierino Prati che ti ha allenato dice che eri il suo Gattuso, non eccelsi mezzi tecnici, ma quanta tenacia.

Un giocatore tra i giocatori, questo sei stato, non un “infiltrato” giornalista. L’essere stato calciatore ti ha fornito il passepartout per entrare nel giro di “quelli veri” vestito però da giornalista. Ti hanno accettato e trattato come uno di loro, ma questo perché era difficile non apprezzarti Claudio, così aperto, solare, senza ombre, uno di cui fidarsi, uno che sapevi ci sarebbe stato. Un uomo dal sorriso facile, immediato, furbo, sorriso che abbatteva barriere e poca confidenza.

Quando lavoravamo a Milan Channel tu ancora facevi qualche notiziario presso una radio milanese. Ricordi, ti chiamavamo per chiederti le canzoni e tu di nascosto cambiavi i palinsesti musicali…

Abbiamo condiviso la vita lavorativa e la passione per il calcio per due anni e mi riesce così difficile accostare te, così pieno di vita, al concetto di morte. L’unico pensiero che rende lieve questi giorni tremendi è che i tuoi 42 anni, così maledettamente pochi, sono però stati vissuti pienamente nella tua passione più accesa, quella per il pallone.

Hai fatto una cosa grande Claudio, sai, che mica riesce a tutti!
Hai vissuto una passione infinita per il calcio, per il Milan, senza incrinature e compromessi, ne hai fatto il tuo lavoro, come poteva riuscire solo a te.

Ieri Marco Amelia, il tuo amico Marco portiere rossonero, ha chiesto ai ragazzi che lavorano a Milan Channel di onorare il tuo microfono perché tu eri unico, il tuo modo di lavorare lo era. Ha ragione, sei stato unico nella vita di tutti noi.

È da martedì che incontro gente che non ti conosceva che mi chiede di portarti un saluto, che non verrà al tuo funerale perché si sentirebbe fuori posto non conoscendoti personalmente, ma che a tutti gli effetti vive questa tua improvvisa morte come un lutto di famiglia.

Questo accade solo alle persone speciali.

Troppe cose ancora da fare, da dire, da vedere, la tua bimba da crescere, la tua famiglia da vivere…..troppo fretta, troppo presto Claudio.

Buon viaggio picchio Lippi

Leggi anche:

CARTOLINE DAL 2012 - Zanardi non gufa, sorride
Tifo Mali, senza alcun dubbio
In bici spicca il volo Casper
www.pdf24.org    Invia l'articolo in formato PDF   
Commenta: