Sport di base, un lontano ricordo?

Enti di propaganda, se ne parla sempre meno, relegati come sono – a parere di molti – a rappresentare il passato. Un tempo era semplice targarli come propaggini di schieramenti politici, in taluni casi monolitici (area Pci o derivati, area Dc o comunque cattolica, oltre alla destra più o meno fiammeggiante) ma ora certe realtà non esistono più o sono difficilmente riconoscibili, così come le galassie politiche in cui alcuni enti sono confluiti.

In particolare ci sono entità politiche (si può dire, nessuno si offende?) che di sport fingono di non sapere. O lo ignorano per intero. Un dato che non rincuora, ad esempio: il MoVimento5Stelle ha deciso che lo sport, a qualsiasi livello, non ha dignità. Forse nemmeno un senso, oppure è figlio esclusivo del professionismo più bieco e inutile. Non ne fanno menzione in alcun documento. E sì che a Beppe Grillo perlomeno il nuoto non va Stretto.

Il preambolo è utile a festeggiare la rielezione di Bruno Molea a numero uno di AICS, vale a dire l’Associazione Italiana Cultura Sport . Un altro quadriennio per lui. Questo il verdetto del 16° Congresso Nazionale dell’ente di promozione sportiva e sociale che si è chiuso a Forlì.

Bruno Molea, 58 anni, al vertice di AICS dal 2006, lavorerà intensamente sino al 2017 guidando gli oltre 800mila iscritti che ad AICS fanno riferimento in tutta Italia. Ascoltatelo, visto che parla di sport di base. “Alla base del mio mandato ci sarà un’azione costante per ottenere una regolamentazione del settore, intendo dello sport di base, per dotarlo di una Legge quadro che ne valorizzi l’intera attività, nei confronti dei giovani ma anche degli adulti e della terza età. A questo scopo, condizione necessaria è l’impiego di fondi dedicati al settore, in funzione di una dignità e di un’autonomia rispetto allo sport professionistico”.

Dignità e autonomia che gli enti di propaganda propugnano da sempre, anche se l’altro sport, quello del Coni, li ha sempre snobbati.

di SportivamenteMag

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