I bagliori del Motomondiale

Le prime indicazioni dei test malesi, di Austin e Jerez, danno un solo responso: impressiona il giovane Marques mentre Valentino sta cercando di capire come plasmare la nuova moto. Ducati indietro

Sono appena terminati gli ultimi test pre-stagionali a Jerez in Spagna, prima dell’inizio del Motomondiale con la gara di Losail in notturna. Si comincia in Qatar. Dopo le trasferte malesi solo pochi team, quelli che ancora hanno la liquidità per potersi permettere una trasferta oltreoceano per dei test, sono andati ad Austin, Texas, a provare il nuovo circuito.

Le indicazioni emerse a Austin sullo stato di forma di moto e piloti sono poco significative. Erano presenti i soli team Honda, sia ufficiale sia satellite e i top team Yamaha. Valentino ha una cronica difficoltà nell’apprendere e fare sue le piste sconosciute; la Yamaha ha ancora qualche problema di trazione in accelerazione e Marquez, che quest’anno debutta nella classe regina, ha impressionato.

Se Rossi, che è rimasto in ombra nelle prove, dietro al compagno Lorenzo, non preoccupa, visto che sta ancora imparando a conoscere una moto nuova, qualche timore potrebbe venire dalla difficoltà evidente delle Yamaha di guadagnare terreno in uscita di curva, quando si spalanca il gas per il rettilineo e la moto deve riuscire a scaricare a terra tutta la potenza senza distruggere le gomme e senza percorrere più strada di quella strettamente necessaria per arrivare alla curva successiva.

La conferma delle prove malesi viene da Marquez, giovanissimo spagnolo compagno di scuderia del veterano Pedrosa: prese velocemente le misure sulla nuova moto con qualche ruzzolone, ha dimostrato non solo di saper far correre la moto con una guida fluida e disinvolta, ma di avere già il fiato e il fisico per un passo gara di tutto rispetto.

A Jerez le prove sono state condizionate dal meteo poco clemente che ha scaricato acqua in abbondanza quasi tutti i giorni dei testi.

Stupisce come in un test i pneumatici da bagnato a disposizione di ciascun team fossero solo due a pilota. Questo ha fatto sì che pochi si siano azzardati a provare sul bagnato, rischiando oltretutto un infortunio a quindici giorni dall’inizio del campionato.

Nei momenti di sole e pista asciutta abbiamo rivisto le Yamaha velocissime sia con il vecchio telaio 2012 che con il nuovo ancora in fase di sviluppo. Valentino ha ottenuto il miglior tempo il secondo giorno e il secondo di un soffio nel terzo giorno dietro all’ottimo Crutchlow su Yamaha, del team satellite.

Stupisce un lieve ritardo di Honda che nei test invernali ha sempre annichilito la concorrenza. Marquez veloce ma mai incisivo, Pedrosa addirittura ha saltato l’ultima mezza giornata per esaurimento dei particolari da provare e per qualche fastidio muscolare.

Ducati ha finalmente fatto debuttare le moto nuove, ancora acerbe. Al momento pagano un gap di quasi un secondo, meglio del solito epocale ritardo, ma ancora lontane dal poter aspirare a un posto sul podio.

Con quattro piloti, e due case motoristiche a contendersi equamente la palma di miglior risultato nel pre campionato invernale, i presupposti per una stagione equilibrata, combattuta e, speriamo, meno soporifera della scorsa, ci sono tutti. Anzi, non vediamo l’ora.

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