Il nostro calcio continua a perdere

La pausa del campionato consente alcune riflessioni amarognole: la voragine del pallone inghiotte altri 81 milioni di euro e le nostre perdite rappresentano il 35% del disavanzo continentale

Il report sullo stato di salute del calcio italiano – preso nella sua totalità, dalla serie A alla Lega Pro – proposto dal Centro Studi della Federcalcio attesta che siamo messi male e il buco si allarga con le stesse logiche del debito pubblico. Nella stagione 2010/11 il movimento ha avuto un giro d’affari di 2,5 miliardi di euro (-1,2% rispetto all’anno prima) ma produrlo è costato ben di più: 2,9 miliardi di euro, con un incremento dell’1,5%.

Il nostro sistema professionistico ha prodotto una perdita netta di 428 milioni di euro, vale a dire 80.9 milioni in più, che significa un incremento percentuale, in un solo anno, del 23,2%.

Se poi ragioniamo delle perdite dei campionati continentali il nostro calcio fa il pieno, rappresenta il 35% dei disavanzi di tutta Europa. Dalla serie A vengono 2,05 miliardi di euro, pari all’82% del totale, mentre la serie Bwin produce il 14 (in aumento di 3 punti percentuali rispetto alla stagione precedente). Alla Lega Pro le briciole, solo il 4%, nonostante la compongano ben 70 club.

Secondo consuetudine la parte preponderante degli introiti viene dai diritti televisivi che riguardano i soliti noti, i club principali che si spartiscono la gran parte della torta, con la benedizione della Lega calcio.

Un’occhiata ai ricavi delle società di serie A fa emergere che i diritti di tipo commerciale (sponsor, pubblicità e merchandising) costituiscono il 22% degli incassi (parliamo di 16,9 milioni di euro); quelli della biglietteria rappresentano il 12%  (pari a 9,59 mln). Il grosso, il 53%, viene dai diritti media (41,61 mln), il resto sono donazioni, sovvenzioni, contributi di solidarietà per un totale di 10,6 milioni di euro, che pesano per il residuo 4%.

Il panorama complessivi del calcio europeo vede introiti nel 2010 per 17,9 miliardi di euro. Emergono da 734 club che danno vita ai 53 campionati top per un totale di 12,8 miliardi di euro; i club di seconda e terza hanno un giro d’affari di soli 3 miliardi di euro. Il resto viene dai ricavi netti di Fifa, Uefa e Federazioni nazionali per 2,1miliardi di euro.

Il dato più triste per il nostro calcio sono ricavi da stadio, bassissimi e certamente non ha giovato l’introduzione della tessera del tifoso. A questo punto alcuni club (Milan e Inter su tutti) puntano su tessere alternative, proposte come carte fedeltà e servizi.

di Gianni Poli

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