Davide Bargellini – Vogliono solo muoversi

Un paio di settimane fa mi sono trovato in una scuola elementare in provincia di Milano, all’ora della ginnastica, una parte della giornata che quando ero piccolo mi riempiva di gioia.

Molto di quello che riguardava la scuola elementare ruotava attorno a quelle due ore di divertimento allo stato puro: forse sono esagerato?

Chi come me durante l’ora di ginnastica giocava a palla prigioniera capirà…

Non vorrei dilungarmi troppo sulla mia infanzia da scolaretto perché voglio parlarvi di quello che ha catturato la mia attenzione: durante quest’ora che stava per iniziare ho infatti notato che c’era qualcosa nello sguardo di quei bambini, una forza che è riuscita a strapparmi un sorriso.

Non erano ancora entrati in palestra, ma i loro occhi erano spalancati ed accompagnati da un sorriso di nervosismo: sembravano dei leoni affamati consapevoli del fatto che entro pochi minuti avrebbero potuto soddisfare la loro fame grazie a quintali di carne succulenta.

Ma vorrei descrivervi meglio la scena:

Sotto i severi ordini dell’insegnate dell’ora precedente, gli alunni erano costretti a stare in fila per due mano nella mano, e marciare come piccoli soldati fino a raggiungere la palestra.

Per loro il gesto, se pur semplicissimo, era qualcosa di ingovernabile: fremevano dal desiderio di varcare quel portone che li avrebbe catapultati nel paese dei balocchi.

Infatti, una volta varcata la fatidica soglia, le file militarmente ordinate si sono trasformate in sciami quasi incontrollabili di bambini vogliosi di scatenare tutta la loro motricità, che ai giorni nostri, aggiungo io purtroppo, viene sempre meno utilizzata; questo si nota molto, anche l’osservatore meno esperto può notare come sempre più bambini corrano in maniera scoordinata e scomposta senza rendersi conto dello spazio attorno a sé.

Sono consapevole di scrivere frasi apparentemente banali e ripetitive ma purtroppo è la verità, ed è giusto che se ne parli.

C’è da dire anche che ai bambini tutto questo non importa, i bambini quando ne hanno l’occasione corrono fino alla nausea, in un modo o nell’altro provano a far qualsiasi cosa gli venga loro proposto con il giusto entusiasmo: ce la mettono davvero tutta, sono talmente presi da questa euforia che diventa difficile anche parlarci e farli ragionare

Questo è uno dei fantastici effetti dell’endorfina, che li fa correre felici e spensierati per tutta l’ora, finché non suona la campanella che indica la fine della lezione, quasi fosse la sveglia che ci separa da un bel sogno e ci riporta alla realtà.

È a quel punto che, con aria un po’ abbattuta, i bambini si rimettono in fila in maniera più o meno ordinata. Li senti borbottare sull’andamento della partita o del gioco che hanno fatto, di come sia stato il merito di uno o dell’altro sul buon risultato ottenuto, e pian piano senti queste chiacchiere allontanarsi, segno che per i bambini è arrivato il momento di rimettersi sui banchi di scuola per studiare.

È stata una bella esperienza, che mi ha permesso una volta di più di vedere l’effettiva voglia dei bambini di muoversi, di far fatica, di sudare, di tornare a casa esausti ma felici

Peccato che più passano gli anni e più questa voglia venga soppressa sia dalla società che dai genitori: l’una vuole che diventino dei geni dell’informatica, gobbi e brutti; l’altra non vuole che il bambino sudi…perché poi bisogna lavare i vestiti.

di Davide Bargellini

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