Gimondi monumentale, indelebile

Da ieri il Grande Bergamasco sosta nella Hall of Fame del Giro d’Italia, la Galleria delle celebrità inaugurata nel 2012 con Merckx

Colleghi celebri e gregari di ferro, in ogni caso compagni di mille avventure, tutti molto amici – Vittorio Adorni, Italo Zilioli, Renzo Zanazzi, Claudio Corti, Massimo Ghirotto, Dino Zandegù, Marino Vigna e Gianluigi Stanga – si sono stretti ieri a Felice Gimondi in Sala Montanelli, santuario del Corriere della Sera e de La Gazzetta dello Sport.

Lo hanno celebrato per il suo inserimento nella Hall of Fame del Giro d’Italia, il luogo simbolico delle celebrità indelebili, tangibilmente accompagnato dalla consegna del Trofeo Senza Fine, simbolo del Giro.

E prima di lui? Come non ricordarlo, Eddy Merckx, insignito lo scorso anno dello stesso onore, primo a ricevere il tributo alla sua carriera in rosa.

Ma il bergamasco non sfigura nella Galleria delle celebrità del Giro: lo ha vinto tre volte (1967, 1969 e 1976) ed è secondo a Merckx solo per il numero di successi (il belga ne ha vinti cinque).

Con la signorilità che lo connota Gimondi ha poi ricordato i presenti, ciascuno con un’annotazione: “Vittorio (Adorni) che mi ha accolto a casa sua quando ero ancora un giovane impulsivo; Italo (Zilioli), che mi ha insegnato molto con la sua umiltà e il suo modo di fare, sempre rispettoso: Renzo (Zanazzi) che mi ha aperto alle malizie della pista in funzione delle Sei Giorni; Claudio (Corti) che ammiro per la tenacia con cui ha portato avanti la sua carriera; Marino (Vigna) che ho conosciuto meglio sul lavoro negli ultimi anni (per tre anni in carriera era ds della Faema per cui correva Merckx; ndr); Dino (Zandegù), che con la sua allegria ed esuberanza ha rasserenato tante sere in giro per il mondo: infine Massimo (Ghirotto), una spalla insostituibile nel portare avanti il progetto della squadra di mountain bike”

Nell’occasione sono andate in onda le immagini dei tre “momenti rosa” di Gimondi: quello del 1967, da Treviglio a Milano in cui il bergamasco precedette Balmanion e Anquetil; quello del 1969, dal Garda a Milano con Michelotto e Zilioli alle piazze d’onore; quello del 1976, da Catania a Milano, in cui Gimondi sopravanzò De Muynck e Bertoglio.

di Gianni Poli

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