Ragusi, le aperture non mancano

Il ventenne in forza ai Cavalieri Prato, una volta abituato al livello di gioco in Eccellenza, è ormai prossimo al salto di qualità

foto: www.danielapasquetti.it

È un po’ che non ci occupiamo del nostro enfant prodige preferito, quel Simone Ragusi protagonista del nostro Vite Vere dedicato al rugby. A un certo punto, dato che i risultati non stavano arrivando, è stato proprio Simone a chiedere di sospendere la rubrica, in attesa di tempi migliori. Come dargli torto, a vent’anni bisogna parlare sul campo, non attraverso un magazine di cultura sportiva.

Con più tranquillità e un grande impegno, Simone ha inanellato una serie di prestazioni molto positive che lo hanno portato a giocare titolare, da apertura, le ultime tre partite di campionato. Le prime due con squadre della parte bassa della classifica, Rugby Reggio e L’Aquila, sabato scorso contro il Rovigo, reduce dalla vittoria nel derby contro Padova. Partite in cui il milanese ha segnato una meta (Reggio), vinto il premio di Man of the Match (L’Aquila) e non è mai stato sostituito.

Responsabile della svolta della stagione un periodo senza problemi muscolari – che l’avevano limitato molto all’Accademia Ospreys l’anno passato – e un buon inserimento nei meccanismi di squadra, anche grazie ai due mediani di mischia che lo seguono: uno è il capitano Patelli, anche lui di Milano, l’altro è Frati, allenatore dei tre quarti ed ex 9 di grande levatura.

Qualche infortunio dei compagni ha aperto spazio e Simone ne ha approfittato, a partire dall’esordio all’apertura a dicembre contro lo Stade Francais in Amlin Cup. 60 minuti all’altezza, buon uso del piede, difesa aggressiva…  Di ventenni italiani pronti per quel livello se ne vedono pochi in giro.

Giocarsi il jolly nel migliore dei modi non solo aiuta, mette le ali. Così dopo qualche segnatura in campionato, è arrivata la chiamata delle Zebre, franchigia impegnata in Celtic League, per sostituire i giocatori convocati al Sei Nazioni. La prima volta è stato rimandato a casa. La seconda è stato convocato come 24°, ovvero niente panchina ma prima riserva in caso di indisposizione. Segno che il ragazzo è apprezzato e, magari, anche un obiettivo per il prossimo futuro.

Ora Simone, che non ha particolari limiti tecnici, deve solo abituarsi al livello di gioco dell’Eccellenza, fare minuti e mettersi in mostra. La sua squadra, i Cavalieri, non attraversa un momento favorevole (è indietro con i pagamenti degli stipendi) ma con un finale di campionato positivo, condito dai playoff, Simone potrebbe appetire davvero una franchigia celtica. E, perché no, rientrare nel programma di sviluppo dei mediani di apertura, il cui responsabile – udite, udite – dovrebbe essere un certo Andrew Merthens, apertura leggendaria degli All Blacks, in A2 con Calvisano da ragazzo, cooptato dal buon Gavazzi.

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