Le parole del Motocross

Ecco un dizionario breve ma esauriente per saperne di più, ma non datevi troppe arie, sono soltanto i primi rudimenti

CANCELLETTO: il momento della partenza è fondamentale per il risultato di ogni manche. Tutti i piloti partono insieme, in linea retta, senza grossi privilegi per chi ha girato più forte in prova.Un meccanismo meccanico detto cancelletto abbatte i “ferri di cavallo” che imbrigliano le moto, importantissimo non anticipare per evitare cadute rovinose rimanendo impigliati ed incastrati. Non appena il cancelletto è abbattuto i piloti tentano di bilanciare la necessità di peso al posteriore per avere la massima trazione con l’opposta esigenza di non scaricare troppo l’anteriore, pena rovinose impennate con capottamentoGirare per primi alla prima curva non solo garantisce una possibilità di fuga, ma evita pericolosi ingorghi con cadute a catena.

LA SPONDA E IL CANALE: due modi di affrontare una curva, cercando di uscire con la maggior velocità possibile. Il terreno si segna velocemente, creando profondi solchi generalmente nella parte più vicina alla corda della curva. A quel punto, ad ogni passaggio, il pilota può o imboccare il canale creato e farsi condurre da quello come traiettoria quasi obbligata o tentare di creare una nuova traiettoria, magari più veloce, ma percorrendo più strada, scegliendo la sponda, cioè la parte di pista opposta alla corda, la più lontana, rialzata per trattenere le moto in pista.

IL SALTO: fase spettacolare e determinante per cercare il tempo sul giro. Una rampa lancia i piloti in aria con atterraggio o su un piano o sulla rampa discendente di un altro salto. In questo caso si tratterà di un salto definito doppio, con la possibilità di interpretarlo o come un unico volo o come due rampe distinte.

WHIP E SCRUB: per quanto la fase di volo sia spettacolare, ogni rampa tende a lanciare il pilota verso l’alto facendo perdere tempo e velocità sul giro. Per questo negli anni, prima i piloti più giovani, smaliziati e spericolati, poi a ruota anche quelli più in là con gli anni hanno inventato nuove tecniche di guida. Il risultato sono due gesti atletici che consentono al pilota o di rimanere il più basso possibile durante il volo, diminuendone il tempo in aria (whip) o di modificare la parabola del salto in modo da abbassarne la quota a favore della lunghezza (scrub). Nel primo caso il pilota affronta il salto con la moto piatta, sdraiata e parallela al terreno al momento dello stacco, nel secondo in aria fa letteralmente “scodare” la moto da un lato per cambiare ed allungare la traiettoria. Dall’elaborazione di queste tecniche sono derivate alcune delle più spettacolari evoluzioni del freestyle moderno.

WHOOPS: serie di dune o cunette in rapida successione che si trovano generalmente nei rettilinei. Possono essere artificiali o naturali. Se sono  artificiali, sempre in terra, sono state predisposte dagli organizzatori per rendere più spettacolari alcuni passaggi del circuito. In questo caso saranno regolari nell’altezza e nella distanza. Se naturali invece, le cunette saranno più irregolari nella sequenza. In ogni caso i piloti le percorrono quasi volando sulle gobbe cercando di non infossare la moto, ma di galleggiare a tutta velocità sulla cresta di ogni dosso.

GRAN PREMIO E TABELLA ROSSA: ogni gara è composta di due distinte frazioni, con punteggio pieno da assegnare ad ogni manche. Vince il Gran premio il pilota che colleziona più punti o, in caso di pari merito, quello che nella seconda parte ha ottenuto il punteggio migliore. Al leader del campionato viene alla fine di ogni Gran premio assegnata una tabella di colore rosso, cioè la parte di plastica che nella moto da cross sostituisce il fanale anteriore.

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