Totti con la maglia cucita addosso

Caro direttore,

in questi giorni in cui si fa tanto parlare di appartenenza, voltagabbana, calci in culo a chi cambia partito (parole e musica di Beppe Grillo sui giornali di oggi) , compravendita di disonorevoli eccetera eccetera, è un vero piacere verificare che, almeno nel calcio, c’è chi ancora rispetta certi valori cari ai tifosi e ne viene premiato.

Mi riferisco a Francesco Totti, grande capitano e indiscussa bandiera della Roma. Totti ieri ha segnato il duecentoventicinquesimo (faccio fatica io a scriverlo, figurarsi lui a realizzarli) gol in serie A della sua carriera, raggiungendo il mitico centravanti svedese Gunnar Nordahl, detto “il pompierone“, al secondo posto dei marcatori di tutti i tempi. Con una differenza sostanziale: Totti ha sempre giocato nella stessa squadra, mentre Nordahl ha diviso i suoi gol tra il Milan e la stessa Roma.

Totti gioca in serie A esattamente da 20 anni sempre con la stessa maglia addosso. Ha vissuto anni di gloria e altri di sofferenza, ma una cosa potrà tranquillamente raccontare una sera d’inverno ai suoi nipotini: è sempre stato amato dai tifosi. Mai una volta, neppure nelle stagioni più tribolate, è stato vittima di contestazioni. Per lui sempre e solo applausi, come si addice a un autentico re di Roma.

Oggi Totti ha trentasei anni ma non ha alcuna intenzione di smettere. I 225 gol non gli bastano e peccato che in questa gloriosa graduatoria davanti a lui ci sia un signore che negli anni trenta-quaranta segnava sempre, quel tale Silvio Piola che di gol ne ha fatti quasi cinquanta più di lui, ben 274.

Totti sa perfettamente che l’impresa di raggiungerlo è impossibile, ma sono certo che in questo momento a Roma c’è qualche tifoso che in fondo in fondo ci spera. Che ce la faccia o meno, non è comunque importante. Resta l’esempio.

In un calcio mercenario abitato da procuratori senza scrupoli, presidenti assatanati e spregiudicati, calciatori senza patria come Ibrahimovic, Balotelli, Cassano (e mettiamoci pure Del Piero, Gattuso, Beckham…), è bello ogni tanto prender fiato e fermarsi ad applaudire una “bandiera”.

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