Se non lo costruisce la camorra…

Dopo anni di attendismi finalmente si sblocca nel Napoletano, a Quarto, l’area dell’ex cementificio confiscata alla criminalità organizzata. Il commissario prefettizio, trovati i soldi, ha deciso di far erigere un palazzetto dello sport. Incrociamo le dita

I beni sequestrati alla criminalità organizzata sono destinati, in base alla legge 50/2010, a fini istituzionali e impieghi sociali. Ogni tanto ne beneficia lo sport. Una settimana fa, ma la notizia non ha fatto alcun rumore, il commissario prefettizio di Quarto, nel Napoletano, Vincenzo Greco, ha deciso di destinare un’area confiscata alla camorra, un grande terreno negli anni Novanta sede di un cementificio in possesso del clan Nuvoletta, alla realizzazione di un palazzetto dello sport.

Ben prima delle disposizioni di legge sui beni sequestrati, nel 1998, l’area di Quarto fu assimilata al patrimonio dello Stato ma nessuno era stato in grado di portare a compimento un solo progetto. Nel 2007 il sindaco di centro sinistra, Sauro Secone, aveva affidato l’ex cementificio al consorzio Sole (sviluppo, occupazione, legalità, economia), ente provinciale preposto al reimpiego dei beni confiscati, che avrebbe voluto costruire una piscina olimpionica. Niente da fare, non c’erano i fondi.

Anche l’ex sindaco Massimo Carandente Giarrusso (centro destra) aveva a sua tempo tentato una soluzione affidando l’area, dopo gara di appalto (con un unico partecipante), alla parrocchia Gesù Divin Maestro, gestita da don Genny, un prete di qualità. Ma le idee non decollavano. Ora nelle pieghe del bilancio gli uffici tecnici del Comune di Quarto hanno reperito fondi per 8 milioni di euro. Mancherebbe soltanto un 10% che il Comune è chiamato a reperire in co-finanziamento.

Di qui la decisione di mettere a disposizione degli sportivi un palazzetto dello sport, dopo gli opportuni contatti con la Provincia di Napoli. Serve infatti una variante urbanistica che dovrebbe essere messa in atto in tempi rapidi.

Il commissario Greco ha sorriso (amaro) quando gli è stato chiesto di annunciare le precauzioni per evitare che i lavori di costruzione siano affidati a società edili o cooperative in odore di criminalità. Ha ricordato che ci sono molti strumenti di controllo a disposizione, ma nessuna certezza, allo stato. Non a caso il Comune di Quarto è commissariato dalla fine di luglio del 2012.

Quarto di questi tempi è agli onori delle cronache sportive per l’ottimo comportamento della sua squadra di calcio, la “Nuova Quarto Calcio per la legalità” società sportiva  sottratta alla camorra e affidata alle associazioni che si battono contro il “pizzo” nell’area flegrea.

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