Motocross, gli uomini simbolo

Seconda puntata del baedeker sulle specialità motoristiche con una carrellata dei campioni che hanno fatto la storia del motocross

ROGER DE COSTER

Pilota simbolo degli anni settanta, il belga De Coster nasce sportivamente con la cecoslovacca CZ, con la quale si afferma in patria, ma il vero successo lo trova quando accetta la sfida di abbandonare una discreta moto collaudata per una giapponese, la Suzuki, totalmente sconosciuta e fino a quel momento poco vincente.

La scommessa è vinta a mani basse: tre titoli di fila dal 71 al 73, poi un anno di pause e quindi altre due titoli nel 74 e 75. Oltre ai mondiali vinti, trascina la Nazionale belga alla vittoria nel motocross delle nazioni per ben cinque volte.

Uomo simbolo del decennio, ha tutti i titoli per entrare nella Motorcycle Hall of Fame nel 1999

GEORGES JOBE

Scomparso recentemente, è stato il più giovane campione della classe 250 a soli 19 anni nel 1980. Dopo un secondo titolo nella classe minore passa alla classe regine e con un team e moto privata compie un miracolo, nel 1987 conquista il titolo mondiale. Altri due mondiali nel 1991 e nel 1992 consacrano il nome di Jobe come leggenda di questo sport.

Jobe è anche famoso per una celebre foto che immortala un gesto atletico di notevole coraggio mai tentato prima di allora. Durante il Gp d’Inghilterra del 1984 compie in gara una vera e propria follia che pochi piloti tentavano timidamente solo in prova.

Per sorpassare il suo avversario Malherbe, in una furibonda rimonta, affronta il temibile doppio salto interpretandolo come un’unica rampa di lancio collegata ad una rampa di atterraggio: chiude un salto doppio letteralmente volando in sorpasso sopra la testa del suo avversario.

Oggi con le moto moderne questo gesto è patrimonio tecnico di ogni pilota, allora fu quasi una pazzia che lo consacrò a leggenda vivente.

ERIC GEBOERS

Pilota belga rimasto nella storia di questo sport con un soprannome bizzarro quanto emblematico: Mr. 875 cioè in un numero solo la somma di tutte le cilindrate in cui ha vinto almeno un titolo mondiale: 125, 250 e 500, è il primo a riuscire nell’impresa.

Dal 1982 al 1990 conquista due titoli nella classe cadetta, uno in 250 e due nella classe regina.

STEFAN EVERTS

Buon sangue non mente, Stefan Everts è figlio di Harry, quattro volte campione del mondo con tre titoli in 125 ed uno in 250. Stefan per quasi quindici anno è stato protagonista indiscusso delle competizioni, conquistando il suo primo mondiale nel 1991 in classe 125 con la Suzuki.

Tra infortuni, cambi classe e marca passano quattro anni prima di un nuovo titolo e nel 1995 trionfa in 250 con la Kawasaki, poi nuova esperienza in Honda ed altri due titoli consecutivi sempre in 250.

Nuovo periodo di condizione fisica precaria e altri cambi di scuderia tengono Everts lontano dal titolo ancora per qualche anno, fino a 2001 quando Rinaldi lo ingaggia per la classe 500 e con due titoli consecutivi Stefan eguaglia il risultato di Mr. 875.

Nel 2003, il primo dell’era 4 tempi, Everts trionfa di nuovo e si permette il lusso di vincere il titolo in anticipo e disputare il Gran Premio di Francia in tutte e tre le classi e di vincere in tutte e tre: nuovo record.

2004 e 2005 sono per Everts quasi una formalità, vince senza avversari di grosso spessore, poi arriva al 2006 dove nonostante la sfida con Tortelli, ingaggiato da Ktm, Everts vince 27 manche su 30, conquistando 14 Gran premi su 15 e laureandosi per la decima volta campione del mondo con 101 vittorie in carriera.

In tutta questa folgorante carriera vanno aggiunti i titoli del motocross delle nazioni, ben cinque conquistati grazie alle innumerevoli vittorie di manche. Ad oggi è ancora un mito, oltre ad uno sviluppatore illuminato, artefice del successo delle moto del  team KTM degli ultimi anni.

JEAN MICHAEL BAYLE

Rimasto alla storia non tanto per il numero dei mondiali vinti (due in 125 nel 1988 e 1989), ma per essere un pilota davvero completo ed eclettico, Bayle tenta infatti l’impresa di battere gli avversari d’oltreoceano non durante un motocross delle Nazioni, ma in casa loro, si trasferisce e dopo un anno di apprendistato come uno schiacciasassi impone si impone in tutte le classi nel medesimo anno: 250, 500 national e Supercross.

Questa leggendaria impresa gli vale l’ingresso nel 2000 nella AMA Hall of fame.

Il suo talento smisurato non si limita al fuoristrada, ma lo spinge ad osare l’avventura su due ruote in un altro sport: si cimenta nel motomondiale.

Non coglie mai risultati così importanti come nel cross, ma dimostra di non essere assolutamente fuori luogo.

Sempre nella velocità ricordiamo due vittorie in gare di Endurance, nel 2002 e 2003 conquistando il prestigioso “BOL D’OR” una tra le più famose gare di durata.

TONY CAIROLI

Unico pilota di questa breve rassegna ad essere ancora in carriera è Antonio Cairoli, è anche il solo vista la continuità di risultati a poter impensierire il record di vittorie e di titoli di Everts.

Inutile elencare le tappe di una carriera incredibile, iniziata nel mondiale nel 2003, primo titolo due anni più tardi e poi fermato solo nel 2006 da Pourcel e da un infortunio nel 2008 quando era al comando della classifica. In questi anni ha raggiunto 2 vittorie  in 250 e quattro titoli mondiali consecutivi in 450 prima con Yamaha e poi con KTM.

Grande curiosità suscitò il divorzio dalla casa giapponese, vincente ed affermata, verso la KTM, ancora a digiuno di vittorie nella classe regina.

Lo sviluppo di Everts per una moto di cilindrata più piccola, 350, così vicina allo stile di Cairoli unita alla classe sopraffina del pilota ne hanno fatto un arma vincente fin dal debutto, cancellando ogni perplessità per questo azzardo.

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