La filosofia della pallavolo

Servizio forte e teso.

Palla buona, ricezione difficoltosa ma la seconda sembra rimettere in sesto una situazione complicata, la stangona russa arriva un po’ lontana dalla rete ma riesce a rimandare indietro una palla smorzata e ben angolata che scavalca alla grande il nostro muro.

Alcuni giorni fa leggevo su Facebook una frase postata da un’amica pallavolista, era una citazione presa da non so quale libro: “La pallavolo è un gioco dove tu dipendi completamente dagli altri. È indispensabile avere affianco qualcuno che collabori con te. Lo spirito d’altruismo, il saper fare gruppo unendo giocatori con età e carriere diverse, diventano doti fondamentali. Darsi agli altri affinché siano poi gli altri a darsi a te: questa è la filosofia della pallavolo

Io sono una ragazza come tante, ho i capelli lunghi lunghi e mi piace truccarmi e farmi bella per il mio fidanzato, oltre che in campo per il mio pubblico, ma devo ammettere che da piccola mi divertivo molto di più a guardare Holly e Benji piuttosto che Creamie….

Mi facevano ridere quelle puntate in cui Holly o chi per lui, mentre stava per tirare la palla decisiva della finale con la sua bella gamba alzata come forse neanche Roberto Bolle saprebbe fare, partiva un super flashback, che magari durava dieci (10!) puntate, durante le quali il Giappone vinceva i Campionati del Mondo giovanili sbaragliando la concorrenza di tutte le squadre più quotate.

Ecco io in questo momento sto volando radente al suolo allungando all’estremo il mio braccio sinistro per raggiungere quella palla scagliata nell’angolo, eppure sto pensando tutte queste cose e avendo a mia volta il mio flashback.

Strani effetti dello sport.

La palla rimbalza sulla mia mano come se fosse il posto migliore dove appoggiarsi per quella frazione di secondo, e schizza in aria come rilanciata da un tappeto elastico, anche se purtroppo proprio in verticale sopra di me.

Forse questo è il mio colpo migliore! Potrei dire che mi viene naturale, ma credo che il merito sia del mio allenatore di quando avevo tredici anni: nonostante fossi molto alta, la mia crescita si era un po’ rallentata, e le mie coetanee mi raggiungevano a suon di centimetri; lui mi faceva sempre fermare un po’ di più per una seduta supplementare di stretching, dicendo che così avrei facilitato la mia crescita (credo sapessimo entrambi che non era vero..) e successivamente mi faceva trasformare tutto quell’allungamento in esercizi di difesa su palle impossibili.

Mi sono appena alzata da terra, anzi in realtà il mio ginocchio sinistro è ancora piegato nell’atto di rialzarsi quando Stefania, forse la miglior alzatrice con cui ho avuto il piacere di giocare nella mia carriera, è già sulla palla e sta per alzare verso il centro, dove la biondissima Monia si sta già preparando per il suo salto.

Tutto in un secondo.

Appoggiando il piede destro a terra perdo l’equilibrio e scivolo in avanti, colpendo proprio Stefania sulla tibia sinistra. Lei rimane in piedi, ma posso vedere, mentre sono a terra come un sacco di patate, che la sua alzata svirgola dirigendosi verso la parte destra della rete, molto alta ma imprecisa e in una zona non presidiata.

Qui ci vorrebbe Holly con una delle sue rovesciate in cielo….

Dalla posizione 3 irrompe Jeney, la piccola cubana i cui primi tempi non sono certo irresistibili ma la cui velocità di corsa e di esecuzione è qualcosa di incredibile: infatti sono solo attimi, frazioni di secondo in cui passa da una posizione difensiva sulla sinistra  fino ad uno sgraziato ma efficace salto proprio nella zona in cui la palla sta pericolosamente ritornando verso la nostra metà campo.

Chiudo gli occhi.

Non so perché ma chiudo gli occhi.

Sento solo la palla toccare una mano singola, e poi il terreno.

Li riapro giusto in tempo per vedere le mie compagne lanciarsi su di me e festeggiare insieme il punto che ci regala la vittoria!

 

Questa è la filosofia della pallavolo!

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