In una sola parola EsempiDiSport

Spazio settimanale dedicato a chi si è distinto nello sport, nel bene e nel male, avendo a cuore i suoi presupposti e i suoi valori

Una squalifica per trenta giorni per un “presunto” insulto ad un arbitro, per gli amanti del calcio sembra un film di fantascienza, ma è quello che ci insegna o impone il Rugby a seconda dei punti di vista. Parlo della squalifica ai danni del nostro capitano Sergio Parisse. Giusto o sbagliato fa riflettere, altri sport potrebbero prendere spunto. In una sola parola: EsagerazioneoInsegnamento?

Nicola Vizzoni ha vinto il titolo italiano invernale nel lancio del martello, con la misura di 72,90 metri, nel corso della prima giornata dei campionati italiani di lanci in corso a Lucca, paradossalmente è capitano della nazionale italiana di atletica “leggera”, scherzi a parte atleta di spessore, per chi non lo conoscesse , vanta 24 titoli nazionali, un argento a Sidney 2000 e agli Europei di Barcellona 2010. In una sola parola:”Thor”

Ribaltando i pronostici del caso, Giovanni Malagò è stato eletto il nuovo presidente del Coni ha dichiarato in settimana il suo primo obiettivo: “Trasmettere a tutti una forte motivazione nel rispettare gli impegni presi e rendere il Coni un vero luogo di partecipazione, con attenzione a tutte le discipline, anche quelle considerate minori”. In questi casi mi piace sempre fare un augurio, per chi inizia un cammino che può far bene a tutti. In una sola parola:”LoSportConta”

Giorgia Bronzini ci regala soddisfazioni  su due ruote, ha conquistato la prima medaglia dell’Italia ai Mondiali su Pista in corso a Minsk. Complimenti alla nostra atleta che ha saputo rimontare nel finale, dando prova di grinta, tenacia e tanta volontà. In una sola parola:”LeiLaBiciclettaL’haVolutaPedalandoAllaGrande”

Cauzione o meno, premeditato o intenzionale, una cosa è certa la credibilità di Oscar Pistorius si sta sgretolando giorno dopo giorno. Non giudico l’uomo perché non mi compete, personalmente sono in pensiero per la lotta che ha saputo portare avanti, per quello che è riuscito a raggiungere, non solo per se stesso ma per l’intero movimento paralimpico. Adesso cosa succederà? ci sarà qualcuno che prenderà il suo testimone proprio come in una staffetta? I riflettori erano ben puntati sul movimento sportivo che rappresentava, ed è stata dura arrivare fino al picco delle parlimpiadi di Londra 2012, perciò adesso che non c’è più la prima donna, spero che gli adetti ai lavori continuino ad investire lo stesso tempo, la stessa passione, il giusto spazio a tutti gli sportivi paralimpici. Chi ha avuto speranza grazie a lui, continui a farlo perché tutto quello di buono costruito non deve essere cestinato, come un semplice foglio accartocciato. In una sola parola:”ErrareE’UmanoPerseverareDiabolico”

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