La prevenzione col nome sbagliato

Sconcerta l’annuncio del “passaporto biologico” per i giovanissimi, ma si tratta di una sperimentazione con una sport card telematica utile a prevenire una serie di rischi cardiologici per i piccoli atleti

Per la gente di sport l’annuncio, quattro giorni fa, di un passaporto biologico telematico per monitorare i piccoli sportivi – tra i 6 e i 10 anni – aveva creato un certo scompiglio, visto che a questo termine si associa normalmente uno degli strumenti più efficaci nel contrasto al doping. In realtà si tratta di una Sport medical card che incorpora telematicamente i dati dei piccoli sportivi, monitorati con cura, a prevenire soprattutto problemi cardiaci futuri. A garantire, insomma, la loro integrità fisica. Il termine passaporto biologico lasciamo ad altri.

Ottima l’idea di questa sperimentazione pilota, al momento in corso solo nel Lazio con una trentina di società sportive e messa in atto dalla Fondazione Lo sport per la Vita Onlus, in collaborazione con Endas Lazio.

L’iniziativa, come specifica Giovanni Santodonato, presidente della Fondazione Lo Sport per la vita onlus, si indirizza ai bambini tra i 6 e i 10 anni: “Quasi il 60% di loro pratica sport con regolarità, ma l’augurio è quello di estendere l’operazione dando vita a una rete di società sportive sull’intero territorio nazionale”.

Oltre 500 bambini verranno sottoposti a visite mediche specialistiche, grazie all’equipe medica guidata dal pediatra neonatologo Giuseppe Melpignano: “L’intento è quello di accompagnare i piccoli atleti nel loro percorso sportivo raccogliendo i dati raccolti al termine di visite mediche accurate. Queste informazioni cliniche finiscono in un database telematico accessibile ai medici e alle società di appartenenza dei ragazzi”.

L’iniziativa è una risposta intelligente alle vicende che negli ultimi mesi hanno funestato soprattutto il calcio. Dapprima la tragedia di PierMario Morosini, cui è seguita quella del cestista Vigor Bovolenta, oltre ai decessi nei campionati minori. «Negli ultimi mesi – ha aggiunto Santodonato – abbiamo assistito troppe volte a morti improvvise di giovani sportivi. Il dato più allarmante e di cui dobbiamo prendere atto è che a essere più colpiti sono proprio i dilettanti, che rappresentano l’80% dei casi».

Investigare le cardiopatie o le anomalie cardiache silenti è fondamentale per prevenire eventi terribili in futuro ma le indagini riguardano anche le scoliosi, le posture scorrette, le alterazioni dell’appoggio del piede e del ginocchio, eccesso di peso. Il peso in particolare è al cento del primo anno della Medical Card, con visite dietologiche e il ricorso a un diario alimentare. Si stima che in Italia i bambini tra i 6 e gli 11 anni con problemi di sovrappeso e obesità siano 1 milione e 100 mila. Il 12% di loro è obeso, mentre il 24% è sovrappeso.

Il problema, da ultimo, ma probabilmente il primo, sono i costi della sperimentazione. Sino a quando si ragiona di 500 bambini investigati, tutto è contenuto. Quando il progetto si estenderà non si vede chi ne potrà sostenere i costi, comunque elevati.

di Gianni Poli

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