Obiettivi, non il solo sogno

Ci siamo dati il compito di costruire insieme una giornata – appuntamento Avon Running a Milano o a Firenze – in cui le parole “corsa” e “flow”, il benessere, possano andare nella stessa direzione. La corsa, quindi, ci avvicinerà a un traguardo che sarà soprattutto interno: quello ci appartiene, ci accresce e ci rimane.

Ecco la prima tappa: il goal setting

Pensare di fare del proprio meglio è sbagliato.

Le ricerche dimostrano che vaghe indicazioni (ad esempio “Corri e fai del tuo meglio”) non permettono di esprimere il potenziale; al contrario, creano incertezze: un grosso attacco al senso di auto-efficacia.

Il fissare degli obiettivi – si sente sempre più parlare di goal setting – consente di costruire una tabella di marcia con richieste di difficoltà crescenti, ma a misura.

Le regole d’oro

Il goal setting ha i suoi principi. Gli obiettivi devono essere:

  • Realistici, specifici e misurabili.  Fondamentale che ciascuno traduca in valori numerici i propri obiettivi: un tempo da migliorare, percorrere tutta la distanza o anche solo una parte. Anche questo è un traguardo.
  • Significativi. Stendere un piano di avvicinamento alla corsa permette di riconoscere le reali motivazioni: i punti di forza e gli aspetti da migliorare. Monitorarli giorno per giorno può diventare un piacevole appuntamento. Perché non con un diario?
  • A breve, medio, lungo termine. La classica domanda nelle aule di formazione aziendale è: “Come si fa a mangiare un elefante?”. La prima risposta logica sarebbe: “Perché mai si dovrebbe mangiare un elefante e soprattutto parlarne in azienda?”. Quella giusta – dicono gli esperti – è “Un boccone alla volta”.
  • Di prestazione e di risultato.  Il cronometro parla da solo: ma per star bene il tempo non basta. Assolutamente più efficace, il comprendere come abbiamo fatto. Ecco che allora il valore del tempo sfuma, prendono peso i segnali del corpo, la verifica di quel nostro essere in corsa come un’opportunità che ci farà star meglio.

 

di Marisa Muzio

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MARISA MUZIO
In gioventù nazionale di nuoto, psicologa, affianca all’insegnamento e alla ricerca universitaria l’attività professionale nell’ambito della psicologia dello sport e delle organizzazioni. Ha ideato e coordinato con Sandro Gamba, dal 1996 al 2011, il primo Master in Italia in Psicologia dello Sport. Trasla le esperienze dello sport di alto livello alla realtà aziendale, dando vita allo Sport Outdoor Training® e al Coaching by Action®. Mental Trainer di squadre nazionali e di atleti di alto livello, è nominata “Psicologa dell’anno 2008” . È Project Leader di Flow For Excellence, un movimento culturale e professionale orientato alla promozione di benessere e prestazioni eccellenti nello sport e nel business.
Vedi il sito www.marisamuzio.it

LUCA ARGENTON
Psicologo, è dottorando di ricerca presso il Dipartimento di Scienze Umane dell’Università di Milano-Bicocca, dove collabora con il “Centro Studi per le Scienze della Comunicazione” (CESCOM). Svolge attività di ricerca, formazione e consulenza in ambito aziendale e sportivo. È Project Leader, insieme a Marisa Muzio, di Flow For Excellence, un movimento culturale e professionale orientato alla promozione di benessere e prestazioni eccellenti nello sport e nel business.

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