Ahinoi, sudditi del Galles ovale

Dopo un primo tempo chiuso sul 9-6 per gli ospiti, gli azzurri subiscono l'inerzia della partita, smettono di placcare e di colpo i punti gallesi diventano 26 (a nove)

Il vero rammarico oggi è stata la totale assenza di spettacolo. Una partita brutta, un po’ triste, sporca, fallosa, in cui bastava restare aggrappati nel punteggio per provare a vincerla nel finale. Errori gratuiti, mancanza di creatività di Burton e Gori, e una prova opaca in mischia chiusa – mai visto Castrogiovanni soffrire tanto, sanzionato diverse volte fino al giallo – hanno esaltato i gallesi, non certo perfetti ma molto pragmatici: ci hanno detronizzato con gli avanti, togliendoci morale e palloni giocabili, e hanno messo in crisi il triangolo arretrato, dove mancava Parisse, il nostro migliore ball carrier nello spazio.

I calci di Halfpenny e Biggar li avremmo dovuti fare noi. Invece li abbiamo subiti, senza mai trovare il vantaggio nel contrattacco, reso poco agevole dalla pioggia e dal fango: avanti a ripetizione, scelte di gioco poco lucide, una sensazione di impotenza che non ravvisavamo da tempo. Progressivamente abbiamo perso il controllo della partita e del territorio, fino a dimenticare completamente il piano di gioco.

Anche il pubblico ha deluso (59.725 alla fine, perché si è sbandierato il tutto esaurito? Boh), dopo il solito inno cantato a squarciagola, è scomparso, facendosi notare solo per i fischi durante i calci dell’estremo gallese, nominato poi Man of the match.

I complimenti vanno alla prima linea del Galles, tre volponi che rispondono ai nomi di Gethin Jenkins, carneade di Castro, Adam Jones, che ha rovinato la festa per i 101 cap a Lo Cicero e Richard Hibbard. Se i due piloni sono molto conosciuti a livello internazionale, non si può dire lo stesso per il tallonatore Hibbard. 200 presenze in Celtic League con gli Ospreys, 20 con la maglia dei Dragoni, di cui due soltanto nel XV titolare. Chi metteva in dubbio la scelta di coach Howley di puntare su giocatori di provata esperienza, è stato servito.

Noi la tattica l’abbiamo lasciata in spogliatoio, dove Brunel dovrà intervenire subito: le facce viste a fine partita tradivano imbarazzo, delusione, rammarico. E dietro l’angolo c’è Twickenham.

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