55 in totale, tutti avventurosi

Sono i concorrenti alla Iditarod Trail Invitational 2013, che prende il via oggi da Anchorage per concludersi a McGrath (versione “Light”, 560 km) oppure a Nome traversando l’intera Alaska (1.800 km) come farà Marco Berni, ristoratore alla sesta partecipazione

Bella la libertà di scelta concessa a tutti i concorrenti. Chi lo desidera camminerà, altri percorreranno la distanza prescelta (anche qui si può scegliere tra il percorso “corto” e quello “lungo”) in bicicletta, altri ancora, la gran parte, sugli sci di fondo.

Due i percorsi a disposizione dei partecipanti: uno “light” di 560 km, che da Anchorage porta a Mc Grath, e uno che attraversa tutto il Paese giungendo sino a Nome, con la bellezza di 1.800 km da percorrere

Ci riferiamo alla Iditarod Trail Invitational 2013, la moderna corsa-avventura che si richiama alla Iditarod più consueta, quella che evoca la storica impresa del cane Balto che, alla testa di una muta di generosissimi suoi simili, nel 1925 riuscì a trasportare un vaccino da Anchorage a Nome, dov’era scoppiata un’epidemia di difterite, salvando .

Lo scenario per tutti è natura incontaminata, neve, ghiaccio, silenzi. E temperature che toccano anche i 50° sotto zero con l’aggravante dei venti, che possono superare anche i 100km/h.

Marco Berni

Cinquantacinque gli avventurosi che muoveranno oggi da Anchorage. Tra questi Marco Berni, classe 1966, bresciano che di mestiere fa il ristoratore, un grande appassionato di montagna. Al suo attivo cinque edizioni con due significativi piazzamenti: secondo assoluto nel 2006 e nel 2009, in entrambe le edizioni è venuto a capo dell’Iditarod Trail Invitational  in trenta giorni.

Solo quattro persone al mondo hanno concluso la versione lunga della gara su entrambi i percorsi (nord e sud): lui, Roberto Ghidoni, Tim Hewit e Tom Jarding.

Per capirci Berni è un soggetto in gado di camminare in quelle condizioni fra i 75 e gli 80 km al giorno, in taluni casi anche 100. Usa la tecnica dei “microsonni”, riposini di un paio d’ore al massimo per non raffreddare l’organismo. Ha una slitta che arriva a pesare sino a 20 kg in cui ripone il sacco a pelo, fornelletto e cibo. Parte del cibo perché prima di partire spedisce tramite posta i viveri in varie stazioni postali in Alaska.

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