L’oratorio trasloca in serie A

Dopo l’esperimento riuscito di Fiorentina-Parma, Catania-Bologna e Parma-Genoa, altri incontri della massima serie saranno preceduti da partite sette contro sette di squadre oratoriali, opportunamente sorteggiate per evitare le… italianità

foto: Laura Bucci (www.stadiotardini.it)

L’intervento di Boccaccini sull’oratorio, di qualche giorno fa, giocato sul filo della nostalgia, evocava un bel clima, quello del gioco nel rispetto dello sport e delle sue regole. Con licenza di sfrenarsi sino a quando non veniva buio. L’articolo era concomitante a una buona notizia che segnalava un risveglio delle coscienze, nel difficile mondo del pallone.

È successo che domenica scorsa a Catania in occasione di Catania-Bologna e di  Parma-Genova (ma era già capitato per Fiorentina-Parma la settimana precedente) l’antipasto delle partite prevedesse un incontro tra due squadre di oratori locali, salutato dagli applausi del pubblico che trovava riproposte antiche consuetudini.

Decenni fa era normale che prima della partita di serie A il menu domenicale includesse un incontro tra i babies delle squadre avversarie a precedere quello valido per i 2 punti (i 3 non c’erano ancora). Poi i palcoscenici illustri sono stati inibiti perché non pochi terreni di gioco (infami) mal sopportavano che qualcuno li calcasse, in particolare d’inverno, oltre ai tacchetti dei più blasonati.

L’esperimento prevede che sino alla fine del campionato altre partite sette contro sette (di due tempi di 25 minuti ciascuno) precedano la gara di A. Lo hanno deciso la Lega Calcio, il Centro sportivo italiano e lo sponsor del campionato, la Tim, con la benedizione – si può ben dire – di don Alessio Albertini, fratello di Demetrio, grande ex-del Milan e della Nazionale.

I giocatori sono rigorosamente  previsti fra i 12 ai 14 anni con la possibilità di segnare a referto sino a venti giocatori. Come sottolinea Andrea Piatti, coordinatore Csi di Torino, tutti devono scendere in campo per un tempo non inferiore al 30 per cento di quello di gioco: l’oratorio che vince prende tre punti, ma la classifica è decisa anche dal fair-play. Se, ad esempio, un ragazzo prende un cartellino giallo, alla sua formazione viene tolto uno 0,3 dal punteggio eventualmente conquistato sul campo.

Prossimamente ricapiterà a Pescara (ragazzi in campo prima della sfida con l’Udinese), a Milano prima di Inter-Bologna, a Napoli per Napoli-Genova e a Roma a precedere il derby della Capitale. La scelta delle squadre degli oratori è basata sul sorteggio, giusto per evitare l’Italia dei più furbi.

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