La Liguria ciclo-protagonista

Ormai prossimi alla Milano-Sanremo e già in odor di primavera, i ciclisti sanno dove recarsi per competere senza lasciarsi troppo tentare dai salsiccia party

foto: trofeolaigueglia.it

Dalla Liguria arriva il profumo della “primavera” e i ciclisti diventano impazienti come scolari che finalmente possono uscire in cortile, per scaldarsi al primo sole. Sì, in Riviera in questi giorni c’erano gare per tutti gusti, con buona pace dei locali, ai quali fai un favore se vai – e spendi – ma ne fai due se vai da un’altra parte. Quindi escursione in Riviera per tutti: per i professionisti innanzi tutto, con la cinquantesima edizione del Trofeo Laigueglia corsa sabato e vinta da Filippo Pozzato. Ma anche per i dilettanti che ieri hanno corso la Mentone – Alassio e  poi via via risalendo sino alla Gran Fondo Laigueglia di domenica 10 Febbraio.

Per l’occasione di una settimana fa si sono presentati al ritrovo sul lungomare in 2.700, scremati prima dalle griglie di partenza e poi dal salsiccia party, irresistibile punto di ristoro sistemato sul Testico, terza e ultima ascesa dei 110 km del percorso. Ovvio che i duri e puri sono andati oltre, dannandosi fino alla breve ascesa di Colla Micheri dove era posto il traguardo.

Ha vinto il varesino ex pro Luca Zanasca del team exploit-assoswerksmannschaft, a conferma che i “milanesi” (in Liguria non c’è distinzione per provenienza geogafica) raggiungono la Liguria e fanno come se fosse casa loro. E poi si lamentano se pagano dai 5 ai 10mila euro a stagione per sdraio, ombrellone, varie ed eventuali da spiaggia.

Cifre abbordabili solo per pochi, certamente per nessuno dei cinque partiti così forte da prendersi fino a 9’ di vantaggio sul gruppo nel Trofeo Laigueglia. Vantaggio che dura fino a quando vuole la Lampre Merida, che controlla la corsa per Pippo Pozzato, il quale infatti arriva in fondo regolando Reda e Santambrogio, unico a cercare di uscire dalla morsa Lampre. Con Pozzato c’era anche Ulissi, per l’occasione fedele scudiero e quarto classificato.

A parte la soddisfazione di Pozzato, che lo scorso anno aveva corso il Laigueglia con l’obiettivo massimo di non cadere sulla spalla appena fratturata, sorrisi anche in casa Androni Venezuela, per il secondo posto di Reda e la prestazione di Diego Rosa, ex biker e miglior giovane del recente Giro del Mediterraneo; uno da tenere d’occhio insomma, perché si destreggia bene tra più discipline e perché non ha nemmeno 24 anni.

Ieri i dilettanti sono partiti sotto la pioggia di Mentone, in quella che è la riproposizione della storica Montecarlo–Alassio, tornata ad aprire la stagione della categoria. Anche qui Testico e Moglio, salite posizionate nel finale dei 142 km di corsa. Si è imposto Ricardo Pichetta, italo brasiliano della Asd Monviso, il cui direttore  è Domenico Cavallo, che questa corsa l’ha vinta esattamente trent’anni fa.

Pichetta è stato lesto, si è messo sulle piste di Pettilli e Tedeschi scappati ai meno 10 dall’arrivo e inseguiti a un passo da Tonelli e Mammini. Li ha raggiunto e superati arrivando tutto solo. Piazzati Simoni, Zorlan e Davide Villella. Inutile dire che tra questi ragazzi c’è del talento, ingrediente base per fare bene nello sport, che li porterà a interessanti sviluppi nel corso della stagione, tipo stage tra i prof per esempio.

Dopodiché, fine delle corse e tutti a casa, ma per poco. Non manca molto alla Milano-Sanremo. Da correre o vedere di persona, non certo davanti alla tv.

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